Tè verde anti tumorale

Proprietà del tè verde

Proprietà del tè verde

Parte 1: proprietà anti tumorale

Le proprietà del tè verde sono utilizzate in Cina come medicina da migliaia di anni ma solo negli ultimi 25 anni è stato oggetto di studio secondo i paradigmi della scienza moderna date le sue proprietà altamente  benefiche per la salute. Il tè verde è composto esclusivamente da foglie di Camellia Sinensis che vengono sottoposte a torrefazione subito dopo la raccolta. Le foglie che subiscono una parziale fermentazione prima di essere seccate danno il tè nero.

Fra queste le principali includono la riduzione del peso corporeo, la riduzione della sindrome metabolica, la prevenzione delle malattie cardiovascolari, il cancro e la neuro degenerazione.

Il tè è ricco di composti polifenolici noti come catechine di cui il  più importante e bioattivo  è la epigallocatechina gallato che ha dimostrato un’ottima azione antitumorale sia in vitro che in vivo.

Attività  Antitumorale

Le potenzialità antitumorali di questa sostanza hanno raccolto talmente tante evidenze sperimentali che negli ultimi tre anni sono state presentate numerose domande di brevetto negli Stati Uniti sia per la epigallo catechina gallato sia per i suoi derivati sintetizzati da Big Pharma.

Infatti una caratteristica svantaggiosa delle catechine polifenoliche  del tè verde  è quella di essere poco biodisponibili nella assunzione orale in vivo, probabilmente per la loro incapacità ad attraversare la mucosa intestinale integra. Per questo sono stati sintetizzati derivati analoghi della epigallocatechina e pro farmaci progettati al fine di essere più stabili e assorbibili  per aumentarne l’efficacia.

In “Expert Opinion Therapeutic Patens” 2013 scopriamo che ci sono brevetti che riguardano l’uso della  sola Epigallocatechina gallato ( EGCG ), brevetti per la EGCG associata ad un agente chemioterapico come il 5-fluoruracile,  altri che riguardano l’associazione della EGCG in combinazione con un vaccino a DNA  per la cosidetta immunoterapia. Il tutto serve  per capire la mole di lavori e di interessi scientifici ed economici che ruotano intorno a questa  antica pianta.

Modelli  Animali

Per quanto riguarda l’utilizzo del tè verde nella cura e prevenzione del cancro ci sono  studi fatti sia su modelli animali sia nell’uomo. In un lavoro pubblicato su “Pharmacological Research” 2011, venivano indotti dei tumori polmonari in topi trattati con sostanze cancerogene estratte dal fumo di sigaretta; i tumori si sviluppavano in 15-20 settimane.

Se, durante l’”intossicazione”, a un gruppo di topi si faceva assumere acqua con estratti di tè verde e all’altro gruppo acqua semplice,  si vedeva che il gruppo trattato con  tè verde sviluppava un numero di tumori nettamente inferiore a quello trattato con acqua semplice. In modelli animali oramai è provato che il tè e le sue principali componenti inibiscono la genesi dei tumori in diversi organi come per i tumori dell’apparato digerente, della pelle, prostata, vescica, pancreas.

Trial  Clinici

Italia

Anche per l’uomo ci sono studi che hanno provato gli effetti benefici della pianta nel prevenire lo sviluppo del cancro. In questa sede  non possiamo non sottolineare l’importante sperimentazione clinica comparsa su “Cancer Research” 2006, fatta dal Dott. Bettuzzi di Parma che, almeno tra gli addetti ai lavori, ha fatto il giro del mondo ed è citatissima ancora oggi.

Lo studio è stato eseguito su una popolazione selezionata di 60 volontari positivi alla biopsia per neoplasia prostatica intraepiteliale ad alto grado (HG PIN) la quale è una lesione pre-cancerosa con un rischio intorno al 30% di sviluppare un  carcinoma prostatico invasivo entro un anno dalla diagnosi. Non sono previste terapie preventive ma solo controlli bioptici.

Un gruppo di 30 pazienti è stato trattato per i dodici mesi successivi alla diagnosi con 600mg/dì di estratti di catechine del tè verde, l’altro gruppo ha preso solamente placebo. Il tutto rigorosamente in doppio cieco.

Dopo un anno di trattamento solamente un cancro è stato diagnosticato tra i 30 uomini che avevano assunto catechine del tè verde con una incidenza finale del 3%, mentre nel gruppo che aveva assunto placebo vengono diagnosticati nove tumori con una incidenza finale del 30%, cifra del resto prevista dalla prognosi clinica tradizionale. In particolare nel gruppo placebo 6 tumori vengono diagnosticati dopo 6 mesi dall’inizio della sperimentazione e altri 3 al dodicesimo mese. Nel gruppo trattato con tè verde l’unico tumore viene trovato al dodicesimo mese. I risultati ci danno una efficacia di chemio prevenzione da catechine negli uomini ad alto rischio di  carcinoma prostatico intorno al 90%; per l’analisi statistica questo è un risultato altamente significativo!

Giappone

Un altro studio, questa volta giapponese, apparso su “Cancer Epidemiology Biomarkers and Prevention” 2008, ha studiato le proprietà preventive dell’estratto di tè verde sul tumore del colon. Questo lavoro è stato condotto per valutare se la supplementazione con 1,5 grammi al dì di tè verde ( 3 compresse da 500 mg) in aggiunta al normale uso giapponese di circa 6 tazze al giorno, inibiva la ricrescita di adenomi colon rettali dopo resezione endoscopica.

Sono stati arruolati 125 pazienti e sono stati suddivisi in due gruppi. Uno era trattato con il supplemento di 1,5 grammi di tè (pari a 10 o più tazze al dì) mentre invece il gruppo di controllo non riceveva nessun supplemento ma continuava a prendere le classiche 6 tazze di tè al giorno di uso comune in Giappone. Non veniva dato placebo.

Dopo un anno di trattamento nel gruppo di controllo ( che non aveva ricevuto nessun supplemento) alla colonscopia  si diagnosticava almeno un adenoma nel 31% dei soggetti, esattamente 20 su 65. Nel gruppo con supplemento di 1,5 grammi, la recidiva di adenomi era diminuita sensibilmente e si trovava nel 15% dei pazienti, 9 su 60.  Inoltre le dimensioni degli adenomi in questo gruppo erano più piccole che in quello di controllo. Quindi la supplementazione aveva ridotto della metà le recidive e questo studio ha confermato appieno i risultati del dott. Bettazzi sulla prevenzione del tumore alla prostata.

Europa

In un lavoro pubblicato sul “European Journal of Cancer Prevention” 2003, è stata studiata l’efficacia clinica degli estratti del tè verde  in forma di pomata o capsule, in pazienti positive per infezione da papillomavirus umano (HPV) e con  lesioni alla cervice uterina. Fra i soggetti trattati con estratti di tè verde c’è stato un tasso di risposta del 69% ( hanno risposto 35 pazienti su 51 trattate), mentre invece tra le pazienti non trattate c’è stato un tasso di risposta del 10% ( hanno risposto 4 pazienti su 39 trattate).

I dati raccolti dimostrano che il tè in forma di unguento o capsule è efficace per il trattamento di lesioni alla cervice uterina.

I meccanismi d’azione tramite i quali la pianta interferisce con le vie metaboliche delle cellule tumorali  sono innumerevoli e ancora oggi oggetto di studio, ma l’effetto antiossidante e la stimolazione della morte  cellulare programmata ( apoptosi ), sono state confermate da numerosi ricercatori.

Dott. Claudio Sandri

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