Sclerosi multipla: terapie naturali

Sclerosi Multipla - Terapie Naturali

La Sclerosi Multipla (SM) è la più frequente malattia infiammatoria demielinizzante che colpisce diverse aree della sostanza bianca dell’encefalo e del midollo spinale. Nella sua forma clinica più comune (recidivante-remittente), è caratterizzata da ricorrenti attacchi che nelle fasi iniziali della malattia tendono a regredire completamente ma che con il passare del tempo esitano in accumulo di disabilità. La malattia ha un forte impatto sociale per la sua diffusione e la tendenza a colpire persone di giovane età. E’ la prima causa di invalidità nel giovane adulto dopo i traumi cranio-midollari.
I sintomi d’esordio sono rappresentati da perdita della forza e/o della sensibilità ad un arto, neurite ottica retrobulbare.
I sintomi della fase avanzata risultano composti da seri deficit stenici e sensitivi, spasticità, turbe della coordinazione, deficit visivi e alterazioni cognitive/comportamentali.
Allo stato attuale esistono numerosi farmaci utilizzati sia nella terapia delle ricadute, sia nel tentativo di modificare il decorso della malattia. La terapia con steroidi ad alto dosaggio (1 gr/dì x 5-10 giorni) è indicata esclusivamente in caso di ricaduta.
Tra le terapie immuno-modulanti che modificano il decorso della malattia, Interferone beta (INF-beta) è in grado di ridurre il rischio di ricadute del 30-40%, rallenta di poco la progressione della malattia e riduce il numero di lesioni attive alla Risonanza Magnetica (1-2).
I cosidetti farmaci biologici, gli anticorpi monoclonali, sono venuti alla ribalta negli ultimi anni e il Natalizumab è stato il primo ad essere utilizzato. Riduce del 70% il tasso di ricadute, del 80-90% il numero delle lesioni attive visibili alla Risonanza Magnetica, e del 40% la progressione della disabilità (3-4-5). E’ ben tollerato durante il primo anno di terapia ma nel secondo anno è stato associato alla comparsa di una grave encefalite con una frequenza nel complesso rara di 1/1000.

Visibile a destra la distruzione della guaina mielinica che riveste il nervo con relativa perdita della conduzione nervosa.

Visibile a destra la distruzione della guaina mielinica che riveste il nervo con relativa perdita della conduzione nervosa.

In questo campo della clinica molto delicato e impegnativo, terapie con Medicina Complementare e Alternativa (CAM), sono state proposte per la cura dei sintomi della malattia come adiuvanti delle insostituibili terapie classiche. Uno studio eseguito in California e Massachusetts mostra che il 60% dei pazienti con SM utilizza medicine alternative (6-7-8).

Aspetti Nutrizionali

Un breve cenno va fatto anche agli aspetti nutrizionali che rivestono un ruolo non marginale nella gestione della malattia.
Una ricerca durata 34 anni e iniziata nel 1949 è stata effettuata dal neurologo statunitense Roy Swank i cui risultati sono stati pubblicati su “American Journal Nutrition” 1988, e successivamente su “Lancet” 1990.
Ha riguardato 150 pazienti affetti da Sclerosi Multipla ai quali è stata somministrata una dieta a basso contenuto di grassi saturi non superiori a 20 gr. al giorno. Latte intero, formaggi, margarina e altre fonti di grassi idrogenati sono state abolite e c’è stata una integrazione con 5 gr. al giorno di olio di fegato di merluzzo (principale fonte di omega-3) e dai 5 ai 40 gr./dì di oli vegetali ricchi di acidi grassi polinsaturi.
I risultati dopo 34 anni di follow-up hanno detto che tra i 70 pazienti che avevano aderito all’assunzione di non più di 20 gr/dì di grassi saturi la mortalità era stata del 31% e il grado medio di deterioramento era minimo.
Al contrario tra i 74 pazienti che avevano consumato più di 20 gr/dì di grassi saturi la disabilità era grave e molto frequente con il tasso di mortalità salito all’80%. Pazienti leggermente disabili che avevano aderito alla dieta mostravano nessun o minimi deterioramenti e il 95% era ancora vivo dopo 34 anni, tuttavia l’interruzione della dieta anche dopo 5 o 10 anni, era seguita in quasi tutti i casi da riattivazione della malattia. (9-10-11-12-13-14-15).

Tabella 01: Concentrazione di Omega 3

Concentrazione di Omega 3

Altri due studi più recenti e brevi hanno dimostrato i benefici della dieta Swank. Un primo studio pubblicato su “Acta Neurologica Scandinavica” 2000, riguardava 16 pazienti con Sclerosi Multipla recente della durata di 18 mesi circa, nei quali dopo 2 anni di trattamento il tasso di recidive medie annue era di 0,06 episodi per persona rispetto a 1,39 recidive per persona precedenti allo studio. La riduzione era del 96%. Dopo 2 anni il grado di disabilità era diminuito del 25% rispetto al basale (16)
Un secondo studio apparso su “Prostaglandins Leukot Essent Fatty Acids” 2005, riguardante 31 pazienti con Sclerosi Multipla recidivante-remittente, dopo 11 mesi di trattamento le misure di funzionamento fisico e salute mentale erano decisamente migliori nei pazienti assegnati alla dieta con basso contenuto di grassi (15% del totale di energia) rispetto a quelli assegnati alla dieta con contenuto di grassi pari al 30% dell’energia totale (17).

Tabella 02: Concentrazione di Omega 3

Concentrazione di Omega 3

Esistono degli studi epidemiologici che mettono in correlazione l’assunzione di latte vaccino e insorgenza di Sclerosi Multipla (18-19). Questi ricercatori hanno trovato una correlazione molto alta tra consumo di latte e insorgenza della malattia.
Sta di fatto che nella pratica clinica ambulatoriale la sospensione del latte in questi pazienti più spesso di quanto si possa pensare, porta a dei sensibili miglioramenti aumentando l’intervallo fra le ricadute.

Terapia naturale con erbe e spezie

I composti vegetali che hanno dimostrato una qualche azione sul processo infiammatorio della SM sono essenzialmente la Curcuma, il tè verde e alcune classi di flavonoidi.
Anche nel “naturale” ci sono erbe e spezie che possono risultare potenzialmente dannose per questa patologia ed è bene avere qualche informazione su questo argomento.

Piante potenzialmente dannose

  1. Alcune piante come Echinacea, Astragalo e Spirulina dovrebbero essere evitate in una patologia immunologica sistemica come la SM, in quanto possedendo attività immunostimolante ne potrebbero aggravare l’evoluzione (20-21-22).
  2. La stanchezza e l’astenia è uno dei disturbi più comuni nella SM, i pazienti spesso usano esaltatori di energia o stimolanti a base naturale. Piante quali tè, caffè e guaranà che contengono caffeina e cola e inoltre Citrus Aurantium (arancio amaro) e Ephedra (efedrina) potrebbero essere dannosi e peggiorare i sintomi a causa delle loro proprietà stimolanti sul sistema nervoso centrale.
  3. Il Ginseng americano non migliora la fatica nella sclerosi Multipla e quindi è da evitare (23).
  4. Gingko Biloba non migliora la performance cognitiva nella sclerosi multipla ed è da evitare (24-25).

Classificazione dei polifenoli

Polifenoli

I Polifenoli sono classificati in quattro categorie: acidi fenolici, flavonoidi, stilbeni e lignani con i flavonoidi che vengono ulteriormente classificati in sei sottoclassi. Sono prodotti studiati intensamente da due decenni per la loro capacità di migliorare la salute umana.
I Flavonoidi possiedono tre proprietà che li rendono molto utili nella neuro protezione.

  1. Sono antiossidanti molto potenti e versatili, sono in grado di neutralizzare il radicale “perossinitrito” particolarmente distruttivo nelle patologie neurodegenerative (26-27).
  2. Sono potenti inibitori dei pericolosi prodotti della perossidazione lipidica che si ritrovano ad alte concentrazioni  nella Malattia di Alzheimer, M. di Parkinson e Sclerosi Laterale Amiotrofica (28).
  3. Legano avidamente ferro, rame e altri metalli neurotossici (29).

Sono presenti nella frutta e nei vegetali, particolarmente abbondanti nel pompelmo, nel tè, nell’olio d’oliva e nel vino rosso.(30) Hanno svariate funzioni: antiossidante, antiallergica, antitumorale e antinfiammatoria. Ne esistono più tipi ma quelli che hanno dimostrato una qualche attività nei confronti della SM sono la quercetina, la luteolina, la curcumina e il tè verde.

Principali bersagli molecolari utilizzati dai polifenoli nella protezione cardiovascolare.

Principali bersagli molecolari utilizzati dai polifenoli nella protezione cardiovascolare. Si noti come nella prevenzione dell’infiammazione vascolare riescano ad abbassare tutti i mediatori infiammatori (3° colonna da destra).

Luteolina

La Luteolina è un regolatore del sistema immunitario, può risultare efficace in alcune malattie neurodegenerative come la Sclerosi Multipla andando ad inibire il processo infiammatorio. Si trova nelle foglie di carciofo, rosmarino, timo e camomilla.
In un interessante articolo di Sternberg comparso sul “Journal Neuroimmunology” 2008, viene dimostrato come la Luteolina inibisce il rilascio di sostanze infiammatorie quali Interleuchina 1 e TNF (tumor Necrosis Factor), dai macrofagi attivati del sangue periferico di pazienti con Sclerosi Multipla(31). Inoltre l’effetto della sostanza è potenziato dalla concomitante somministrazione di IFN- beta, un potente farmaco immuno-modulante comunemente utilizzato terapia clinica (32).
I mastociti sono cellule conosciute da tempo per il loro intervento nelle reazioni allergiche e nello shock anafilattico. Recenti evidenze sperimentali indicano che queste cellule si trovano anche in prossimità dei neuroni e fungono da collegamento tra sistema immunitario, endocrino e sistema nervoso svolgendo un ruolo importante nell’accesso di patogeni e linfociti al cervello (33). Tali cellule sono considerate come il prossimo bersaglio nella terapia della sclerosi multipla (34-35).

Mastociti: associazioni malattie

Associazioni fra attività dei mastociti e malattie. Si noti come fra le malattie neurologiche sia presente solamente la sclerosi multipla a conferma dell’importante ruolo svolto da queste cellule nella sua patogenesi.

La luteolina inibisce il rilascio di sostanze infiammatorie dai “mastociti” che hanno un ruolo importante nello sviluppo della malattia avendo il potere di formare aree di demielinizzazione cerebrale (le cellule nervose con la mielina danneggiata conducono gli impulsi molto più lentamente). Inoltre la luteolina impedisce il passaggio di patogeni e linfociti dal sangue al cervello. La “impermeabilità” della importantissima barriera emato-encefalica subisce profonde alterazioni durante la malattia diventando permeabile e permettendo la diffusione all’interno del sistema nervoso di elementi cellulari in grado di attivare il danno sulla membrana mielinica dei neuroni (36-37-38).

Patogenesi Sclerosi Multipla

A sinistra nella parte bassa della figura: barriera emato-cerebrale indenne. Andando verso destra il processo infiammatorio rompe la barriera e permette il passaggio di linfociti autoreattivi che aggrediscono, distruggendola, la guaina mielinica (punto 4 della figura).

E’ una sostanza talmente studiata e interessante che ha già ottenuto tre brevetti statunitensi che riguardano l’uso dei flavonoidi nelle malattie infiammatorie, inoltre ci sono domande di brevetto specifiche per la combinazione di luteolina e INF-beta per il trattamento della Sclerosi multipla (39).

Luteolina: ipotesi terapeutiche

La Luteolina va presa a dosaggi di almeno 100 mg /dì per due volte al giorno mattino e sera, durante le classiche terapie farmacologiche per lunghi periodi.
Molto importante l’associazione con la curcuma di cui potenzia e completa l’azione (vd.sotto).

Quercetina

La Quercetina è uno dei principali flavonoidi e uno dei più potenti antiossidanti vegetali. Il consumo di flavonoidi e di Quercetina in particolare, è associato ad un ridotto rischio di malattia coronarica e malattie degenerative. (40-41-42-43-44-45). L’assunzione giornaliera con una tipica dieta occidentale ammonta a 10-30 mg con una media di 10 mg al giorno ben lontani dai dosaggi “farmacologici” che ammontano a oltre 500 mg circa, necessari per contrastare un processo neurodegenerativo come la Sclerosi Multipla.
E’ interessante notare che la più grande quantità di quercetina si trova nei capperi alla concentrazione di 233 mg/10 gr, seguita dalla polvere di cacao con 22 mg/100 gr (46).
La Quercetina migliora la funzione endoteliale con meccanismi indipendenti dall’ossido nitrico (NOS) (47).Ha proprietà anticoagulanti grazie alla capacità di legare in modo competitivo il plasminogeno che attivando la plasmina permette la dissoluzione del coagulo (48-49). Ha un effetto antiproliferativo sulle cellule muscolari lisce dei piccoli vasi arteriosi favorendo la dilatazione arteriolare e l’abbassamento della pressione arteriosa (50-51). Riduce l’ipertrofia ventricolare e la morte programmata (apoptosi) delle cellule muscolari cardiache (miociti) (52-53).
In un lavoro pubblicato su “Life Science” 2010, la Quercetina ha dimostrato di diminuire le risposte infiammatorie e fornire neuro protezione inibendo la produzione di NO (ossido nitrico) e INF-gamma dalle cellule microgliali (54-55), inoltre previene la formazione di citochine infiammatorie impedendo il danno neuronale (56-57). In un altro lavoro apparso su “Journal Neuroscience Research” 2008, la Quercetina insieme al Resveratrolo ha dimostrato di ridurre la morte dei neuroni per apoptosi (morte programmata) indotta dalla neuro infiammazione (58).
Esistono dati incoraggianti che mostrano effetti protettivi dei polifenoli sia in modelli animali che in vitro pertinenti la Sclerosi Multipla (59). La quercetina è stata segnalata per essere efficace nel modello murino di “encefalomielite autoimmune sperimentale,”nel ridurre la proliferazione dei linfociti T in vitro ad alte concentrazioni (60).
L’aver riprodotto un modello molto preciso di sclerosi multipla in modelli animali è stato fondamentale per capire i meccanismi della malattia (61). L’”Encefalomielite Sperimentale Autoimmune” dei topi è il modello che più di tutti gli altri riflette la patogenesi della Sclerosi Multipla dell’uomo ed è estremamente utile per studiare potenziali trattamenti sperimentali (65-63). In altre parole un trattamento che ottiene buoni risultati in questo modello ha delle buone possibilità di essere attivo anche sull’uomo.
Gli studi ad oggi disponibili dimostrano che i polifenoli hanno capacità di sopprimere le risposte immunitarie e infiammatorie in modelli animali di Sclerosi Multipla (64-65).

Quercetina: ipotesi terapeutiche

La concentrazione di Quercetina nel plasma varia notevolmente con l’età, il sesso e il tipo di attività svolta. In una patologia impegnativa come la Sclerosi Multipla i dosaggi dovrebbero andare dai 500 ai 1000 mg al giorno in due somministrazioni giornaliere mattino e sera per cicli di tre mesi (66-67-68).

Ottima la combinazione fra Quercetina e Luteolina.

Mattino: 500 mg Quercetina + 100 mg di Luteolina.
Sera: 500 mg Quercetina + 100 mg di Luteolina.

Curcuma

La Curcuma tramite il suo composto principale, la Curcumina, possiede uno spiccato effetto antinfiammatorio (69). E’ stato ampiamente documentato nell’ultimo decennio che l’infiammazione svolge un ruolo determinante nella maggior parte delle malattie croniche quali quelle neurodegenerative, cardiovascolari, autoimmuni e neoplastiche (70). In tutte queste condizioni la curcumina ha dimostrato di possedere una elevata azione terapeutica andando a inibire una serie impressionante di bersagli molecolari che sono una trentina secondo un lavoro pubblicato da Aggarwal nell’International Journal of Biochemistry & Cell Biology” 2009 (71).
Bersagli molecolari della Curcuma
Fra le più importanti risulta l’inibizione della sintesi del fattore nucleare (NF-kB) che ha un ruolo centrale sia nel controllo della risposta infiammatoria sia nello sviluppo del tumore, infatti stimola la crescita cellulare e inibisce l’apoptosi (suicidio programmato).
La formazione di questa proteina è strettamente correlata con la maggior parte delle malattie croniche e tumorali e gli agenti capaci di sopprimerla sono attivamente ricercati nei laboratori di tutto il mondo. Il primo che ha dimostrato che la curcumina è un potente inibitore dell’attivazione del NF-kB è stato Aggarwal nel 1995 in un articolo comparso sul “Journal Biological Chemistry” (72-73).
Pur non avendo dei trial clinici disponibili, abbiamo delle prove sperimentali, sia in vitro che in vivo, che attestano le proprietà neuroprotettive della curcuma sulla Sclerosi Multipla (74). In un lavoro pubblicato sul “Journal Immunology” 2002, viene provato che la curcumina riduce significativamente la durata e la gravità clinica della Encefalomielite allergica sperimentale in modelli animali andando a ridurre la produzione di Interleuchina -12 (IL-12), citochina proinfiammatoria che gioca un ruolo cruciale nella induzione della malattia (75-76-77).
Una serie di studi recenti hanno fornito le prove che i linfociti T-helper che producono interleuchina-17 (IL-17), hanno un ruolo centrale nello sviluppo della Encefalomielite Sperimentale Autoimmune. Il trattamento con curcumina riduce in maniera significativa la gravità clinica della malattia, l’infiltrazione di cellule infiammatorie nel midollo spinale e la proliferazione dei linfociti attivati contro una proteina della guaina mielinica (linfociti MBP). Risultati che indicano che la curcumina potrebbe rivelarsi utile nel trattamento della Sclerosi Multipla e di altre malattie infiammatorie Th-17 cellulo-mediate (78-79).

Curcuma: ipotesi terapeutiche

Curcuma Meriva ad alto assorbimento intestinale reperibile anche in forma galenica in numerose farmacie:

1 cps 500 mg. Dopo colazione
1 cps 500 mg. Dopo cena

La curcuma non possiede alcuna tossicità dose-limitante fino ad almeno 12 grammi/dì per via orale. Negli studi clinici effettuati sul tumore al pancreas, sono stati utilizzati fino a 8 grammi al giorno di spezia (80-81-82-83-84). Con la formulazione Phytosome (Meriva) si ottengono assorbimenti 10 volte superiori e quindi con dosaggi fra i 1 e 2 grammi al giorno viene assicurato un livello plasmatico ottimale per l’azione della spezia.

Il problema non è la somministrazione di alti dosaggi, ma è lo studio delle associazioni fra spezie che ne aumenta enormemente l’efficacia per un naturale e spontaneo sinergismo.

Importanti associazioni con altre spezie.

Il razionale dell’associazione della curcuma insieme alla Luteolina deriva dal fatto che quest’ultima tende a impedire il passaggio di cellule infiammatorie a livello della barriera emato-encefalica e la curcuma amplifica questa azione inibendo la formazione del TNF (Tumor necrosis Factor) (85-86-87) che svolge un’importante azione permeabilizzante durante la malattia (88-89-90-91).
Ricordo che il Natalizumab come principale meccanismo d’azione blocca l’adesione cellulare e impedisce la migrazione dei leucociti attraverso la membrana ematoencefalica con arresto del processo infiammatorio.

Terapia in combinazione

Curcuma 1 cps 500 mg + 1 cps luteolina 100 mg dopo colazione
Curcuma 1 cps 500 mg + 1 cps luteolina 100 mg dopo cena

Tè Verde

Il Tè verde contiene una serie di composti, chiamati catechine, che svolgono una marcata azione neuro protettiva a livello cerebrale. Come la curcumina e altri flavonoidi, gli estratti del tè verde hanno una spiccata azione antiossidante e antinfiammatoria, sopprimono l’eccesso di risposta immunitaria, neutralizzano i metalli e svolgono azioni anticancerogene (92-93), inoltre il suo consumo costante è inversamente correlato con l’incidenza di demenza, morbo di Alzheimer e morbo di Parkinson.
In un recentissimo trial clinico pubblicato su “American Journal Clinical Nutrition” 2015, viene studiata in 18 pazienti, affetti da SM recidivante-remittente, la risposta metabolica muscolare durante un moderato esercizio fisico, alla somministrazione di 600 mg/dì di epigallocatechina-gallato (EGCG) il principio attivo del tè verde. La sperimentazione aveva come obbiettivo finale lo studio del miglioramento dell’affaticamento e della debolezza muscolare, sintomi molto comuni e invalidanti durante la malattia. I risultati hanno dimostrato un miglioramento del metabolismo muscolare e dei suddetti parametri più negli uomini che nelle donne a causa di effetti sesso-specifici come l’assetto ormonale (94).
Notizie molto interessanti vengono dagli studi sull’encefalomielite autoimmune sperimentale degli animali in cui la somministrazione della sostanza riduce la gravità della malattia riducendo l’infiammazione cerebrale e i danni da perdita della mielina. In un lavoro di scuola cinese comparso sulla rivista “Front Biosci” 2013, vengono chiariti alcuni meccanismi d’azione della epigallocatechina-gallato che in questa patologia deve essere utilizzata ad alti dosaggi (dagli 800 mg in su) trasformandosi a tutti gli effetti in un “farmaco” capace di inibire sostanze altamente infiammatorie come l’ Interferon-gamma e l’interleukina-17, oltre a svolgere la peculiare azione di inibire selettivamente alcuni cloni patogeni di linfociti autoreattivi (95-96).
Inoltre in un altro studio pubblicato sul “Journal Immunology”2004, viene dimostrato per la prima volta che EGCG svolge un’azione inibente sia sulla formazione del fattore nucleare NF-kB (97) sia sulla produzione di radicali liberi che tanta importanza hanno nei processi di neuro degenerazione e neuro infiammazione (98).

Tè Verde: ipotesi terapeutiche

I dosaggi dell’epigallocatechina-gallato (EGCG) vanno dai 400 ai 1200 mg/dì divisi in due somministrazioni giornaliere.
Un dosaggio utile nella Sclerosi multipla è di 400/600 mg mattino e sera meglio se associato alla curcumina.
Mattino: 1 cps (EGCG) 400 mg + 1 cpr 500 mg curcumina
Sera: 1 cps (EGCG) 400 mg + 1 cpr 500 mg curcumina
La curcumina e EGCG hanno in comune (insieme ad altre sostanze naturali) l’inibizione del fattore nucleare NF-kB, importantissimo elemento per lo sviluppo di qualunque processo neuro infiammatorio, la loro associazione sviluppa una sinergia inibitoria molto più incisiva.
Una triplice associazione nei casi difficili ed ingravescenti prevede l’utilizzo anche della Luteolina agli abituali dosaggi di 200 mg/dì ripartiti in due somministrazioni ai pasti principali.

Associazioni

Mattino: 1cps (EGCG) 600 mg + 1 cpr 700 mg Curcumina
Sera: 1 cps (EGCG) 600 mg + 1 cpr 700 mg Curcumina
Pranzo: 1 cpr luteolina 100 mg.
Cena: 1 cpr luteolina 100 mg
Un’altra triplice associazione che può essere utilizzata in alternativa a questa, prevede l’uso della Quercetina al posto della Luteolina:
Mattino: 1 cps (EGCG) 400/600 mg + 1 cpr 500 mg Curcumina
Sera: 1 cps (EGCG) 400/600 mg + 1 cpr 500 mg Curcumina
Pranzo: 500 mg Quercetina
Cena: 500 mg Quercetina

Conclusioni

Sull’utilità ed efficacia delle terapie alternative non convenzionali (CAM) per la sclerosi multipla, c’è un notevole divario di opinioni fra pazienti che ne fanno uso e medici di vedute tradizionali.
In effetti bisogna ammettere che troviamo una scarsità notevole di studi clinici ben disegnati che valutano i benefici delle CAM per la sclerosi multipla, tuttavia l’assenza di prove non significa assenza di beneficio!
Occorre identificare terapie CAM che abbiano qualche fondamento logico per il bene dei malati ed occorre progettare e disegnare nuove sperimentazioni per determinare cosa funziona e cosa no.
Come indicato in questo studio esistono prove che giustificano un approfondimento sperimentale intorno alle suddette spezie, sostanze che associate alle terapie convenzionali in molti pazienti hanno allentato la “virulenza” della malattia consentendo alle recidive di manifestarsi con intervalli di tempo maggiore.
Se si considera la comprovata sicurezza e la grande tollerabilità di simili sostanze non si vede il motivo di osteggiare i tentativi di coloro che cercano altre “vie di fuga” oltre a quelle tradizionali, vista poi la complementarietà degli interventi.
Nella nostra piccola casistica ambulatoriale abbiamo avuto un caso molto impegnativo di una ragazza che in trattamento con cicli di Natalizumab sviluppava una ricaduta ogni 3-4 mesi manifestando un deterioramento motorio graduale e ingravescente. Dopo aver aggiunto alla terapia tradizionale, la triplice associazione sopra menzionata composta da curcumina, epigallocatechina-gallato e luteolina ad alti dosaggi, a un anno dall’ultima crisi deve ancora ripresentare una recidiva, il tutto proseguendo puntualmente la terapia con l’anticorpo monoclonale.
Preso come “case report” è interessante e meriterebbe un approfondimento tramite il reclutamento di altri pazienti da parte dei colleghi e il confronto dei dati a distanza di tempo, ma bisogna ammettere, purtroppo, che i tempi non sono ancora maturi.

Dott. Claudio Sandri

Bibliografia

La bibliografia è riportata alla seguente pagina.



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