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Peperoncino: il piccante terapeutico

peperoncino terapeutico

peperoncino terapeutico

Il peperoncino terapeutico ha numerose proprietà talmente interessanti che è stato oggetto di attenzione da parte dell’industria farmaceutica.

La capsaicina, il principio attivo del peperoncino, sembra bloccare la trasmissione del dolore riducendo la disponibilità di sostanza P nella zona interessata, la sostanza P è uno dei principali messaggeri del dolore presente nel corpo.

Con la riduzione della sostanza P il dolore diminuisce gradualmente e in maniera costante nell’arco di pochi giorni. Le pomate contenenti capsaicina (Zostrix) esercitano un effetto anestetico profondo e duraturo su svariate condizioni dolorose.

Nell’artrite oltre che ad alleviare il dolore la capsaicina aumenta anche la produzione di liquido sinoviale, il quale è fondamentale per lubrificare le articolazioni e per la prevenzione della distruzione della cartilagine.

Nei dolori neuropatici di svariata origine la capsaicina ha un effetto rimarchevole e costante.

Nella nevralgia post-erpetica (fuoco di Sant’Antonio) caratterizzata da un dolore profondo e debilitante che si manifesta dopo un episodio di Herpes Zoster e che può durare per mesi, le pomate a base di capsaicina concentrata, alleviano notevolmente il dolore. La FDA (Agenzia Americana per il Farmaco) ha approvato un cerotto cutaneo (Qutenza) a base di capsaicina sintetica pura.

Nella neuropatia diabetica, complicanza frequente del diabete che determina un danno nervoso il più delle volte a carico delle gambe e dei piedi, l’utilizzo di una pomata a base di capsaicina fece registrare una riduzione dei sintomi nel 70% dei pazienti.

Altrettanto dicasi per i pazienti colpiti da “emicrania a grappolo”nei quali, in uno studio pubblicato sulla rivista “Pain”, la capsaicina applicata sulla narice del naso omolaterale al lato dolente, ridusse nettamente i sintomi dolorosi nel 70% dei pazienti.

BRUCIAGRASSI

Mangiare peperoncini può favorire il calo ponderale infatti numerosi studi indicano che aumenta la velocità con cui si bruciano le calorie, l’effetto può durare da 20 min a 6 ore dopo il pasto.

In uno studio apparso sul “ British Journal of Nutrition” i soggetti che consumarono peperoncino a colazione ebbero meno appetito a pranzo lo stesso dicasi per coloro che lo assunsero durante l’aperitivo della sera in quanto mangiarono meno calorie e grassi durante la cena.

In uno studio condotto su animali il consumo di peperoncino ha ridotto il numero degli adipociti e contribuito a prevenirne la formazione di nuovi anche in soggetti nutriti con dieta iperlipidica. Sempre in animali si è scoperto che la capsaicina è in grado di ridurre l’insulino-resistenza e prevenire l’infarcimento grasso del fegato (steatosi epatica).

CUORE

Numerosi studi indicano che l capsaicina agisce come un farmaco anticoagulante contribuendo a dissolvere la fibrina, una sostanza che concorre alla formazione di coaguli che favoriscono la formazione di infarti o ictus.

Secondo uno studio riportato dal “British Journal of Nutrition”gli adulti che consumano 30 gr. di peperoncino al giorno salvaguardano l’ispessimento delle loro arterie in quanto sviluppano resistenza al deposito sulle  pareti dei vasi di lipidi ossidati e tossici. Secondo un altro studio sempre 30 gr. di peperoncino al giorno per almeno un mese, crea un rallentamento del ritmo cardiaco a riposo (segno di un cuore più sano) rispetto a quanti seguono una dieta normale.

In studi su animali la capsaicina è in grado di ridurre la tachicardia  ventricolare e la fibrillazione ventricolare due irregolarità del ritmo cardiaco e sembra che la sostanza esplichi un’azione simile ai calcio-antagonisti, i classici farmaci utilizzati dalla medicina ufficiale in queste patologie.

Sempre su animali, i ricercatori hanno visto che la capsaicina riduce il danno arrecato alle cellule cardiache in seguito ad un infarto. Sulla prestigiosa rivista “Circulation” i ricercatori ipotizzano che la protezione del cuore avvenga per stimolazione dei nervi del muscolo cardiaco che garantiscono la sopravvivenza.

STOMACO

Credenze dimostratesi assolutamente false affermano che il peperoncino provochi ulcere allo stomaco e favorisca le emorroidi.

Nello stomaco il peperoncino contribuisce a prevenire le ulcere! Su “Critical Reviews in Food Science and Nutrition” la capsaicina non stimola bensì inibisce la secrezione acida, fattori che contribuiscono a prevenire e rimarginare le ulcere.

Ricercatori della Malesia hanno dimostrato che individui privi di ulcera mangiano 2,6 volte più peperoncino rispetto a quanti sviluppano un’ulcera, e un gruppo di ricerca coreano ha dimostrato che la capsaicina è in grado di uccidere l’Helicobacter pilori, il batterio causa principale delle ulcere gastriche.

Inoltre in studi su animali è emerso che la capsaicina protegge le pareti gastriche dai danni associati al consumo di alcool e di aspirina.

PSORIASI

Numerosi studi hanno evidenziato che la pomata con capsaicina contribuisce a ridurre l’arrossamento e il prurito della psoriasi, dermatite caratterizzata da continua desquamazione.

In pazienti affetti da psoriasi l’utilizzo della pomata a base di capsaicina allo 0,025% in capo a sei settimane aveva ridotto de 68% la desquamazione, l’arrossamento e l’edema rispetto al 44% trattato con placebo. Studio pubblicato  sul Journal of the American Academy of Dermatology.

Dott.Claudio Sandri



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