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Benefici del cacao e cioccolato per la memoria

Benefici del cacao e cioccolato per la memoria

Il cacao, e il cioccolato fondente che ne rappresenta il suo derivato alimentare, contengono  alte concentrazioni di sostanze antiossidanti, principalmente flavonoidi, presenti in massima parte sotto forma di epicatechina. Il ruolo del cacao nel migliorare la salute e le performance cerebrali è un problema di crescente interesse scientifico (1-2).
Diversi studi epidemiologici suggeriscono un’associazione favorevole tra una dieta ricca di flavonoidi e funzione cognitiva(3-4). Queste sostanze mostrano numerose azioni benefiche sul cervello e sull’apparato cardiovascolare (5-6).
A livello cerebrale il cacao produce un aumento della circolazione sanguigna, stimola la formazione di nuovi vasi (angiogenesi) e svolge un’azione protettiva  nei confronti dei neuroni posti  nelle regioni cerebrali coinvolte  nell’apprendimento e nella  memoria.

Il cioccolato ad alto contenuto di cacao, interviene positivamente anche sull’umore,  aiuta a preservare  le capacità cognitive durante l’invecchiamento e riduce il rischio di sviluppare Alzheimer e  ictus cerebrale.

Flavonoidi
I flavonoidi sono composti naturali ubiquitari nel regno vegetale.
Sono presenti soprattutto nel tè verde e nero, vino rosso e cioccolato e sono stati suddivisi in 7 sottoclassi.
Tipici flavonoidi alimentari includono:
catechina, epicatechina, epigallocatechina e epigallocatechina gallato.
La ricerca ha avuto inizio nel 1935 con la scoperta  da parte di Szent-Gyorgy, di una sostanza capace di diminuire la permeabilità capillare e aumentare la resistenza vascolare. Questa sostanza, isolata dalla buccia del limone, venne chiamata citrina.Altre azioni dei composti sono:
Azione sulle retinopatie e disturbi della visione (soprattutto gli antocianosidi del mirtillo nero).
Azione antinfiammatoria molto importante, dovuta all’inibizione dei radicali liberi dell’ossigeno e al blocco di alcuni enzimi coinvolti nel processo infiammatorio ( quercetina e rutina).
Azione epatoprotettiva soprattutto svolta dal cardo mariano tramite un suo composto denominato silimarina.
Azione antiaterogena in quanto alcuni flavonoidi sono capaci di prevenire la formazione delle placche ateromatose all’interno dei vasi.
Azione antivirale svolta soprattutto dalla quercetina e morina, nei confronti dell’Herpes virus 1 e il virus respiratorio sinciziale.
Azione sulle funzioni cognitive. In questo campo è stato approfondito lo studio del Ginkgo Biloba il quale a 120 mg/dì per 26 settimane, ha dato risultati superiori al placebo nel trattamento di pazienti con demenza di Alzheimer.

Azioni del cacao a livello cerebrovascolare e cognitivo

Funzione primaria del flusso sanguigno cerebrale  è l’apporto di una quantità di ossigeno e glucosio adeguata alle elevate esigenze metaboliche e nutritive del tessuto nervoso.
L’alterato funzionamento dell’endotelio vasale è correlato all’invecchiamento e una diminuzione della perfusione cerebrale è stata correlata alla  demenza.

Endotelio:

E’ un monostrato di cellule epiteliali che riveste la superficie interna del cuore e dei vasi arteriosi, venosi e linfatici. Le cellule endoteliali, oggi considerate un vero e proprio organo, possiedono delle funzioni importantissime in quanto capaci di secernere numerosi mediatori chimici sia con azione vasodilatatrice (ossido nitrico) sia vasocostrittrice (endotelina-1) che  sono al centro della regolazione del flusso sanguigno e della permeabilità dei vasi in tutti gli organi e apparati.
Endotelio vascolare

Circolazione periferica

Diversi studi epidemiologici suggeriscono che il consumo regolare di cibi e bevande ricche di flavonoidi è associato alla riduzione del rischio di ipertensione, malattia coronarica , ictus e demenza (5-6).
Negli ultimi anni si è consolidata la scoperta che i polifenoli alimentari hanno un effetto vasodilatatore e aumentano il flusso ematico a livello  cerebrale migliorando le funzioni cognitive e svolgendo un ruolo protettivo e preventivo sull’insorgenza di patologie quali ictus e demenza.
Cibi particolarmente ricchi in polifenoli sono il cacao, vino, seme d’uva, frutti di bosco, tè e melograno (1).

Una sperimentazione pubblicata sul “Journal Hypertension” 2003,   studia la vasodilatazione periferica (non a livello cerebrale) indotta da una dose di cacao pari a 821 mg/dì ripetuta per 4 giorni su 27 persone sane.
I dati registrati  hanno dimostrato che l’ampiezza della vasodilatazione era aumentata del 29%  dopo 12 ore dall’ultima somministrazione di cacao.
Inoltre al 5° giorno della sperimentazione, una dose aggiuntiva di cacao ha portato ad un aumento della vasodilatazione del  33% dopo 90 minuti dall’assunzione (2).
Responsabile della vasodilatazione è l’aumento della concentrazione ossido nitrico (NO), potente sostanza di natura gassosa prodotta dalle cellule endoteliali dei vasi interessati,  che svolge una netta azione vasodilatatrice (3).
Un altro dato importante   è la constatazione che il cacao con alto contenuto di flavonoidi ha migliorato in misura maggiore la funzione dell’endotelio delle persone anziane ma sane piuttosto che quella  della popolazione più giovane.
Quindi l’assunzione di adeguate quantità della spezia può efficacemente contrastare la diminuzione della funzione endoteliale
tipica dell’invecchiamento (4). C’è un nesso di causa-effetto tra assunzione di cacao e vasodilatazione mediata dal rilascio di ossido nitrico (NO) (5-6-7).

Flusso ematico cerebrale e sostanza bianca cerebrale

Il funzionamento delle cellule nervose (neuroni) è strettamente dipendente da un costante apporto di ossigeno e glucosio veicolati da un adeguato flusso cerebrale. Un aumento della richiesta metabolica porta invariabilmente ad un aumento del flusso sanguigno e questo stretto rapporto funzionale è stato definito “accoppiamento neurovascolare” (35).
La chiusura completa di un vaso  provoca la necrosi ischemica, vale a dire, la morte di zone più o meno ampie di tessuto nervoso.
La normale circolazione cerebrale è di circa 50-60 ml/100gr/min, cioè 100 grammi di tessuto nervoso in un minuto ricevono 50-60 millilitri di sangue per svolgere normalmente le loro funzioni.
Se il flusso ematico si riduce di un 50-60% circa (35 ml/min), la sintesi proteica dei neuroni cessa completamente (36). In questo stadio il tessuto può sopravvivere anche in condizioni di ridotto apporto ematico ma le funzioni sono fortemente diminuite.

Sostanza bianca cerebrale
Dal punto di vista anatomico l’encefalo è composto da due strati sovrapposti, uno formato da sostanza grigia posta in superficie e l’altro da sostanza bianca localizzata in profondità (vd. Figura).
La sostanza grigia contiene i neuroni mentre invece la sostanza bianca è formata solo da fibre nervose che uniscono l’encefalo con il midollo spinale e altri distretti cerebrali.
Sia l’una che l’altra sono estremamente vulnerabili alla diminuzione del flusso sanguigno.
Sostanza bianca cerebrale

Le moderne tecniche di neuroimaging, in particolare la TAC e la RM cerebrale,  sono insostituibili per la valutazione dettagliata delle alterazioni  delle due sostanze cerebrali e costituiscono una tappa fondamentale nell’iter diagnostico di tutte le forme di demenza compresa la malattia di Alzheimer.
Con tali metodiche è possibile valutare il grado di atrofia della sostanza grigia (tipica nell’Alzheimer) e le alterazioni della sostanza bianca.

In tempi recenti numerosi lavori clinici ( vedi lo studio di scuola italiana pubblicato su “Radiology”2015) hanno evidenziato come la sostanza bianca subisce delle profonde modificazioni non solo nell’Alzheimer, ma anche in altre forme di demenza (38).

 

Fatta questa premessa, diventa molto interessante la lettura di uno studio pubblicato su “Neurology”2013 disegnato in maniera  originale.

Vengono studiati gli effetti della somministrazione di cacao  sul flusso cerebrale da cui dipendono le prestazioni cognitive oltre che l’integrità strutturale della sostanza bianca cerebrale (37).

Sono state reclutate 60 persone con una età media di 70 anni affette da ipertensione moderata,  la metà di esse aveva anche il diabete mellito tipo 2 compensato farmacologicamente. E’ stato somministrato cacao per 30 giorni.

Primo obbiettivo dello studio era quello di determinare se le diminuite prestazioni cognitive  erano associate ad un basso flusso sanguigno.

Secondo obbiettivo era quello di determinare se uno scarso flusso  era associato ad  alterazioni della sostanza bianca cerebrale.

Infine i ricercatori hanno valutato se il deficit del flusso cerebrale era modificabile dall’assunzione di cacao ricco di flavonolo.

È stato possibile dimostrare che esiste una forte correlazione tra flusso cerebrale e funzione cognitiva.
Entrambi possono essere migliorati con il consumo regolare di cacao
in soggetti con insufficienza cardiaca basale.
Lo studio ha dimostrato che il consumo di cacao determinava un aumento del flusso cerebrale e che i valori più alti erano associati a migliori prestazioni cognitive.

Un flusso ottimale inoltre consentiva di preservare l’ integrità della sostanza bianca sia nella micro che nella sua macrostruttura (37).

In altri studi  effettuati sull’uomo, l’ingestione di 900 mg/dì di cacao per una settimana aumentava sensibilmente il flusso della circolazione cerebrale a livello della sostanza grigia (8).

L’imaging a risonanza magnetica funzionale ha dimostrato un aumento del flusso cerebrale due ore dopo l’ingestione della bevanda di cacao.

Risonanza Magnetica Funzionale (fRMI)

La fRMI oggi è uno strumento d’indagine fondamentale in ambito neurologico. E’ una tecnica non invasiva che permette di localizzare con precisione millimetrica una zona del cervello sede di attività cerebrale.
Sfrutta le variazioni del flusso sanguigno e misura le variazioni dell’ossigenazione sanguigna in rapporto all’attività dei neuroni generata in un specifico contesto sperimentale.
Lo scopo principale degli esperimenti con la fRMI è quello di individuare le aree del cervello che si attivano durante l’esecuzione di precisi compiti definiti dallo sperimentatore. Si generano delle mappe di attivazione che mostrano le aree cerebrali coinvolte in un determinato compito.
(vd.figura sotto).
Risonanza magnetica funzionale

In uno studio apparso sul “Journal of Cardiovascular Pharmacology” 2006, è stata utilizzata la Risonanza Magnetica funzionale (fRMI).
In 16 soggetti (giovani e sani) sottoposti ad un compito cognitivo ben preciso previa assunzione di una bevanda di cacao arricchito con flavonoli, (9-10) è stato possibile evidenziare un aumento del flusso cerebrale e del consumo di ossigeno.

I flavonoli del cacao, soprattutto epicatechina, agiscono direttamente sulle cellule endoteliali dei vasi  stimolando la produzione di Nitrossido (NO) che induce vasodilatazione e aumento del flusso (39-40).

Cacao e capacità cognitiva

C’è un crescente interesse per le sostanze naturali in grado di migliorare la memoria, l’apprendimento e le capacità cognitive in generale (14-15)

Recentemente uno studio prospettico apparso sul “Journal American Epidemiology” 2007,  ha esaminato l’assunzione di flavonoidi in relazione alla funzione e decadimento cognitivo in soggetti con età superiore ai 65 anni.

Un insieme di 1640 soggetti liberi da demenza nel 1990 e sottoposti ad una dieta controllata per quanto riguardava l’introito di flavonoidi, sono stati esaminati quattro volte nel corso di dieci anni.
Le capacità cognitive sono state valutate ogni volta attraverso tre test psicometrici.
Dopo vari aggiustamenti per età, sesso e livello di istruzione, l’assunzione di flavonoidi del cacao è stata associata a migliori prestazioni cognitive e  migliore evoluzione delle prestazioni stesse nel tempo.

Dopo 10 anni di controlli i soggetti con l’assunzione più bassa di flavonoidi  avevano perso in media 2,1 punti all’esame del Mini-Mental State, mentre gli altri perdevano solo 1,2 punti.
Questi dati suggeriscono come il consumo regolare  e protratto  nel tempo di cibi ricchi di flavonoidi come il cacao e cioccolato, svolga  un effetto protettivo sulle prestazioni neurocognitive legate alla senescenza (16).

La vista è una risposta alla luce, il primo passo per essere pronti a vedere qualcosa.
La visione è il processo di interpretazione di ciò che si è visto e di integrazione con le informazioni ricevute attraverso gli altri sensi. Per una corretta visione occorre l’integrità delle strutture e delle funzioni del sistema nervoso centrale deputate ai processi cognitivi.

Queste sono le basi teoriche con le quali  è stato condotto uno studio sul miglioramento della funzione visiva e cognitiva legata al consumo di flavonoidi  del cacao.
Il lavoro è apparso su “Physiology & Behavior”2011, ed è stato effettuato su 30 adulti sani a cui è stato somministrato cioccolato fondente contenente 730 mg di flavonoli di cacao al giorno. Le prestazioni cognitive sono state valutate tramite lo studio delle abilità visive spaziali che hanno impegnato i processi di attenzione e inibizione decisionale.

Rispetto al gruppo di controllo i soggetti che avevano assunto flavonoidi di cacao vedevano migliorata la sensibilità visiva e ridotto il tempo di latenza necessario per rilevare la direzione del movimento. Poiché le prestazioni erano migliorate in numerosi test, i cambiamenti correlati all’assunzione del cacao potrebbero indicare l’attivazione di meccanismi capaci di promuovere un aumento della motivazione e dell’attenzione nei confronti dei compiti assegnati.

Questi effetti precoci potrebbero determinare sia l’aumento del flusso sanguigno cerebrale sia l’aumento di sangue alla retina (17). C’è un legame diretto tra flusso retinico e funzione visiva (18) e in questo studio il cacao ha migliorato entrambi.

Altri studi utilizzando tecniche di imaging cerebrale hanno riportato una correlazione positiva tra “flusso sanguigno cerebrale” e funzione cognitiva negli essere umani (10-19-20).

Sempre su “Physiology & Behavior”2012, uno studio ( in doppio cieco controllato con placebo) ha utilizzato 63 volontari con età compresa fra i 40 e 65 anni, ai quali è stata somministrata per 30 giorni una bevanda al cioccolato  contenente 250 o 500 mg di flavonoidi del cacao (21).
Al termine del trattamento sono stati utilizzati alcuni test per valutare i cambiamenti neurocognitivi associati alla supplementazione di cacao inoltre è stata misurata l’attività elettrica delle aree parietali e frontali del cervello durante l’esecuzione di lavori mnemonici.

Per quanto riguarda l’esattezza e il tempo di reazione delle attività cognitive non ci sono state differenze fra gruppo che aveva assunto cacao e gruppo di controllo che aveva assunto placebo, mentre invece in chi aveva assunto cacao è risultata sensibilmente incrementata  l’attività elettrica cerebrale  nelle aree parietali e frontali della corteccia cerebrale, zone correlate con la codifica, la durata e il recupero della memoria.
Quest’ultimo dato suggerisce un aumento dell’efficienza e del metabolismo dei neuroni cerebrali adibiti alla memoria spaziale facilitato dal  consumo dei flavonoidi del cacao (22).

Aree cerebrali

Sulla rivista “Appetite” 2016 un lavoro ha indagato se l’assunzione di cioccolato fosse associata ad un miglioramento delle funzioni cognitive e comportamentali, misurate con un’ampia batteria di test neuropsicologici.
Su una popolazione di 968 partecipanti allo studio con età compresa fra 23 e 98 anni, l’assunzione frequente  di cioccolato era correlata con un aumento  significativo dei punteggi delle prestazioni ai test (13).

Ippocampo e Gyrus dentato. Il lavoro di Brickman

Nel 2014 sulla prestigiosa rivista “Nature Neuroscience”, compare un importante lavoro firmato da Brickman e coll. della Columbia University (22). Questo studio tramite una complessa ed elaborata serie di esperimenti su esseri umani fornisce i primi dati causali che l’elevata assunzione di flavonoli del cacao migliora la funzione dei neuroni del Gyrus dentato e le prestazioni della memoria nei pazienti anziani.

Il Gyrus dentato è una regione dell’ippocampo la cui funzione diminuisce durante l’invecchiamento e pertanto è considerata una possibile fonte di perdita della memoria correlata all’età.
L’ippocampo è una struttura cerebrale molto importante (In verde nella figura) per la formazione della memoria a lungo termine e della memoria spaziale. Quest’ultima codifica le informazioni relative alla posizione, all’orientamento e alla direzione e forma le “mappe conoscitive” fondamentali per la navigazione spaziale.
Ippocampo
Il Gyrus dentato è una sottoregione dell’ippocampo in cui si formano nuovi neuroni e la cui funzione diminuisce con l’età ed è selettivamente influenzata dall’invecchiamento. Questo processo degenerativo è ritenuto una possibile causa della perdita della memoria con l’età o in patologie neurodegenerative come l’Alzheimer.
La formazione di nuove cellule nervose (neurogenesi) è una caratteristica esclusiva del Gyrus dentato (23) in quanto i neuroni cerebrali non si dividono mai nel corso della vita adulta.
Il numero dei neuroni posseduti da un organismo alla nascita è destinato a diminuire durante la vita in seguito a morte neuronale dovuta a cause diverse come l’invecchiamento e la neurotossicità.

I ricercatori hanno affrontato il problema utilizzando la Risonanza Magnetica Funzionale ad alta risoluzione (fRMI) per mappare in maniera precisa la zona del Gyrus dentato sede della disfunzione  correlata all’invecchiamento.
Inoltre sono riusciti a individuare e sviluppare un compito cognitivo che attivava selettivamente il gyrus dentato, e lo hanno utilizzato come strumento di misura.
Hanno creato un test (ModBent) computerizzato consistente in un impegnativo compito di riconoscimento che utilizza in maniera selettiva la memoria visiva del soggetto.
Successivi esperimenti su soggetti giovani e sani, confermavano che il ModBed test attivava selettivamente il gyrus dentato.

Brickman et al. riescono a fornire i primi dati scientifici che l’elevata assunzione dei flavonoidi del cacao (450 mg x due volte dì) aumenta la funzionalità dei neuroni nel Gyrus dentato e migliora le prestazioni della memoria negli adulti più anziani.
I ricercatori sono riusciti a dimostrare che i soggetti con età fra i 50 e i 69 anni che avevano consumato per 12 settimane una dieta ad alto contenuto di flavonoidi del cacao mostravano un miglioramento delle prestazioni della memoria e usufruivano di un maggiore volume di sangue nel gyrus dentato rispetto ai soggetti con dieta a basso contenuto di flavonoidi.

I risultati confermavano che la disfunzione del Gyrus dentato diventa con il tempo un fattore importante nel declino cognitivo legato all’età e suggerisce degli strumenti NON farmacologici per il suo miglioramento.

Cacao, neuroinfiammazione e danni da inquinamento atmosferico

Le ripetute esposizioni all’inquinamento atmosferico sono state correlate alla neuroinfiammazione e alla neurodegenerazione nei giovani residenti in aree urbane altamente inquinate come Città del Messico.

Città del Messico è il più grande centro urbano del Nord America che ospita 20 milioni di abitanti di cui 8 milioni sono bambini. La qualità dell’aria si pone tra le peggiori al mondo ed è (purtroppo) un ottimo terreno per lo studio dei danni organici da particolato atmosferico (42-43).

Diversi lavori sono stati dedicati allo studio dei danni neurologici e neurocognitivi in bambini altamente esposti ad inquinamento atmosferico.  Uno  in particolare risulta interessante per la nostra trattazione in quanto ha valutato  l’effetto neuroprottettivo dell’assunzione di cacao  su una popolazione infantile di Città del Messico altamente esposta.

Gli effetti del cacao e cioccolato fondente comprendono il miglioramento della funzione endoteliale, una forte riduzione dello stress ossidativo e della produzione di citochine proinfiammatorie (63-64-65-66).

E’ oramai dimostrato che i flavonoidi del cacao possiedono proprietà neuroprotettive oltre a stimolare l’angiogenesi e la neurogenesi nelle regioni coinvolte nella memoria e nell’apprendimento (67-68-69-70-71).

Studi recenti suggeriscono che il Nitrossido (NO), prodotto dalle cellule endoteliali dei vasi  cerebrali, potrebbe sopprimere o limitare la produzione di  proteine anomale responsabili della formazione di agglomerati fibrillari (placche di beta-amiloide) sulla superficie dell’encefalo (28-29).

Endotelio

Questa azione di prevenzione può essere ottenuta adottando varie misure nutrizionali tra cui, non ultimo, il consumo di cacao in polvere o il cioccolato fondente (30).
Infatti i flavonoli contenuti nella polvere di cacao, e soprattutto l’Epicatechina, agiscono direttamente sull’endotelio dei vasi cerebrali  stimolando la produzione di Nitrossido (NO) che induce vasodilatazione e miglioramento della perfusione cerebrale (31-32).

In uno studio apparso su “Brain Cognition”2011 gli autori hanno evidenziato come l’esposizione ad un forte inquinamento atmosferico produce neuroinfiammazione e alterazioni cerebrali nei bambini (62).

In 20 bambini residenti nella zona centrale di Città del Messico, e quindi altamente esposti, sono stati presi in esame vari parametri fra cui la crescita cerebrale, i deficit cognitivi e le alterazioni della sostanza bianca.
I risultati dopo un anno di controlli periodici, sono stati confrontati con i dati di 10 bambini  residenti in aree prive di inquinamento.

Fra i due gruppi di partecipanti sono emerse differenze significative.
Nei bambini fortemente esposti  dopo un anno di follow-up, il volume della materia bianca cerebrale (soprattutto nelle aree temporali e parietali) risultava significativamente ridotto.

Inoltre mostravano un deficit cognitivo progressivo rispetto ai bambini non esposti. Il deficit cognitivo  risultava essere in relazione con le variazioni volumetriche cerebrali rilevate durante l’anno di follow-up.
Infatti  i deficit osservati erano coerenti con la riduzione del volume e delle funzioni del lobo temporale e parietale.
L’insieme di questi risultati rivelano come l’esposizione all’inquinamento atmosferico può perturbare lo sviluppo cerebrale e provocare deficit cognitivi durante l’infanzia (62).

Sempre a Città del Messico è stato condotto uno studio pilota (studio su piccola scala per verificare se le ipotesi di ricerca sono adeguate) molto interessante pubblicato su “Frontiers in Pharmacology”2013, che ha riguardato una popolazione infantile in cui è stato studiato l’effetto antiossidante e neuroprotettivo  del cacao nei confronti del forte inquinamento presente in quella metropoli (41).

L’infiammazione sistemica e le aumentate concentrazioni di potenti sostanze vasocostrittrici come l’endotelina-1, sono una caratteristica chiave dei danni indotti dall’esposizione quotidiana al particolato atmosferico. Questo stato provoca una infiammazione cronica a livello del cervello e  dei polmoni che  diventano una sorgente continua di endotelina-1, la quale nel tempo crea un danno endoteliale generalizzato (47-48-49).

Il cervello umano è estremamente sensibile all’ipoperfusione, alla disfunzione endoteliale, all’ipossia intermittente cronica e al dismetabolismo del glucosio (61).

Endotelina-1
Le endoteline sono un complesso di proteine prodotte principalmente dall’endotelio vasale ed hanno una spiccata azione vasocostrittrice e ipertensiva.
Sono implicate nell’insorgenza di numerose malattie cardio vascolari ma soprattutto nella patologia del circolo cerebrale (50-51).Provocano uno spasmo dei vasi cerebrali, riduzione del flusso sanguigno e deficit di ossigeno con conseguente liberazione di radicali liberi e mediatori dell’infiammazione.
Più alta è la concentrazione di endotelina-1 dovuta all’inquinamento, più aumenta la vasocostrizione e più il circolo cerebrale diventa insufficiente dando origine alla “neuroinfiammazione” che induce nel paziente una grande varietà di effetti dannosi. (52-53-54-55-56).

Questo è il razionale per capire la grande attenzione posta dai ricercatori nei ripetuti  dosaggi  di endotelina-1 effettuati nei bambini di Città del Messico altamente esposti.

Sono stati reclutati 18 bambini con età media di 10 anni a cui sono stati somministrati per 15 giorni 30 grammi di cacao contente 680 mg/dì di flavonoli totali.

Un primo obbiettivo dello studio consisteva nella misurazione delle concentrazioni dell’endotelina-1 e di altre sostanze  infiammatorie dopo  una breve somministrazione di cacao, inoltre veniva valutata la risposta cognitiva e le modificazioni della sostanza bianca pre-frontale.

La somministrazione di cacao non riduceva significativamente le concentrazioni delle  sostanze infiammatorie prese in esame ma riduceva  molto sensibilmente le concentrazioni di endotelina-1 (da 1,50 a 0,95) migliorando le capacità cognitive dei bambini altamente esposti.
L’ipotesi che una breve somministrazione di cacao poteva ridurre le concentrazioni di un marker pericoloso come l’endotelina-1  era  confermata.

Quindici bambini (83%) hanno mostrato un miglioramento individuale marginalmente significativo in una o entrambe le operazioni di memoria breve. Anche se il miglioramento cognitivo è stato parziale (data la brevità del trattamento) un dato molto importante   è rappresentato  dal netto abbassamento dell’endotelina-1 (da 1,5 a 0,95) che avviene in un lasso di tempo molto breve.

I risultati del lavoro suggeriscono che brevi interventi di implementazione alimentare con cacao possono essere molto importanti per una rapida neuroprotezione di bambini altamente esposti all’inquinamento atmosferico.
Questi risultati ottenuti nel breve periodo indicano la necessità di ulteriori studi in protocolli d’intervento più lunghi in quanto è oramai chiaro l’impatto della spezia sulla neuroprotezione.

Conclusione

Nel corso del ventesimo secolo, il cioccolato è stato considerato come un alimento ad alto contenuto di grassi e calorie. Questo gli conferiva una valenza negativa  generando un luogo comune nella letteratura medica e non medica, in cui il consumo veniva associato all’obesità, ai problemi dentali, e ad un scorretto regime alimentare.
La sua riabilitazione è avvenuta solo verso la fine del 900 quando la scienza biomedica ha iniziato dei seri studi per valutare i benefici della spezia.

Negli ultimi anni il cioccolato ha riconquistato un suo posto privilegiato e infatti oggi è considerato come un “alimento funzionale” capace cioè di generare interessanti effetti fisiologici sull’organismo.
E’ capace di promuovere e mantenere uno stato di salute, quindi il cioccolato come “alimento salutistico” che esalta le sue proprietà nutrizionali e le sue capacità terapeutiche (72-73).

Attualmente il cacao e il cioccolato ad alto contenuto di flavonoidi, hanno riconquistato l’attenzione delle riviste scientifiche internazionali riappropiandosi di quel valore che lo stesso Linneo, oltre due secoli fa, gli aveva accreditato chiamandolo Theobroma Cacao cioè Cibo degli dei (74).

Dott. Claudio Sandri

Bibliografia

Di seguito il link alla bibliografia.



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