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Antinfiammatorio naturale: la spezia d’oro

La spezia d'oro: l'antinfiammatorio naturale

Curcuma (abbreviato nell’articolo con C.) ha proprietà antinfiammatorie naturali e terapeutiche molto ampie. E’ usata come medicina a base di erbe per l’artrite reumatoide, l’uveite anteriore, congiuntivite, cancro della pelle, guarigione delle ferite, infezioni del tratto urinario, e disturbi del fegato.

Numerosi studi in vitro indicano che la spezia ha una potentissima attività antinfiammatoria e antiossidante. Ci sono molti composti vegetali che in vitro dimostrano capacità di uccidere l’Helicobacter Pylori (un batterio dello stomaco che causa ulcera e gastrite) come il cumino, lo zenzero, il peperoncino, la borraggine e l’origano ma la C. è in assoluto il più potente, anche se questi risultati non è stato possibile trasferirli sull’uomo. Ha spiccate proprietà  antiossidanti; estratti di C. combattono i radicali liberi e aumentano gli enzimi antiossidanti. Inoltre dallo studio dei trial clinici effettuati se ne deduce il potente effetto antinfiammatorio naturale che la caratterizza.

Malattie infiammatorie croniche intestinali

La malattia di Crohn e la Colite ulcerosa sono le due principali forme di malattia cronica intestinale. Mentre la colite ulcerosa è limitata al colon e nelle forme lievi al retto , il Morbo di Crohn può interessare tutto l’apparato digerente dalla bocca all’ano. Sono malattie ad origine multifattoriale cioè derivano dal concorso di fattori interni (genetici e immunologici) ed esterni all’ospite (ambientali). Sono sostenute nella loro evoluzione da meccanismi autoimmunitari che producono in eccesso  potenti sostanze pro-infiammatorie come il Tumor Necrosis Factor (TNF-a) che con la sua azione lesiva danneggia la barriera epiteliale della mucosa intestinale rendendola permeabile  a sostanze estranee (antigeni) che normalmente non dovrebbero oltrepassarla.

Oggi per la terapia si utilizzano antinfiammatori, immunosoppressori e moderni farmaci biologici bloccanti l’azione del TNF, con costi elevati e notevoli effetti collaterali per cui negli ultimi anni è stato incoraggiato l’uso di terapie alternative.

In queste patologie la C. in alcuni trial clinici ha dimostrato di possedere delle buone proprietà terapeutiche come  antinfiammatorio naturale nei confronti di patologie “difficili” come le suddette.

In uno studio pilota (studio su piccola scala per verificare l’utilità di un progetto) pubblicato in “Digestive Diseases and Sciences” 2005, si valuta l’efficacia clinica della curcumina su 5 pazienti con proctite ulcerosa e 5 con malattia di Crohn. Nei pazienti con colite ulcerosa vengono somministrati 550 mg di curcumina due volte al dì per un mese e poi sempre 550 mg  tre volte al dì per un altro mese.

Nei pazienti con malattia di Crohn viene somministrata curcumina alla dose di 360 mg tre volte al dì per un mese e poi sempre 360 mg quattro volte al dì per due mesi.

I risultati sono stati molto incoraggianti: una diminuzione significativa dei sintomi oltre che degli indici d’infiammazione (VESPCR) sono stati osservati in tutti e cinque i pazienti con proctite. Nei pazienti con malattia di Crohn c’è stata una netta diminuzione nel punteggio dell’indice di attività della malattia e riduzioni evidenti degli indici infiammatori.

Uno studio molto più vasto e importante (randomizzato, in doppio cieco, multicentrico) pubblicato su “Clinical Gastroenterology and Hepatology” 2006, riguardava gli effetti  della curcumina nella terapia di mantenimento della colite ulcerosa.

Vengono reclutati 89 pazienti con malattia quiescente. 45 pazienti ricevono 1 grammo di curcumina due volte al giorno in aggiunta a Sulfasalazina (classico farmaco batteriostatico-antinfiammatorio) mentre agli altri 44 pazienti viene somministrato placebo in aggiunta a Sulfasalazina per 6 mesi. Sette pazienti non concludono la sperimentazione. I risultati hanno detto che fra i 43 pazienti che hanno ricevuto curcumina ci sono state 2 recidive (4,65%) durante i 6 mesi di terapia mentre invece tra i 39 pazienti che hanno ricevuto il placebo ci sono state 8 recidive (20,51%). Inoltre la curcumina ha migliorato sia l’attività della malattia sia gli indici endoscopici facendo diminuire il tasso delle recidive.

Non ci sono studi clinici in cui la curcumina è utilizzata da sola in simili patologie, ma è sempre studiata in associazione alle tradizionali terapie con la conclusione unanime che l’utilizzo della spezia in associazione è utile, forse molto utile, per impedire le recidive e stabilizzare la malattia.

Sindrome dell’intestino irritabile

La sindrome dell’intestino irritabile è definita dalla presenza di dolore o malessere addominale e da una sensazione di fastidio in concomitanza delle evacuazioni  associata ad alterazioni dell’alvo. E’ un disturbo di comune riscontro in quanto la sua prevalenza nella popolazione adulta e adolescenziale si aggira intorno al 15-20%.

Uno studio pubblicato su “Journal of Alternative and Complementary Medicine” 2004, valuta le proprietà terapeutiche della C. nel miglioramento della sintomatologia in adulti affetti da tale disturbo funzionale.

Sono stati arruolati 207 volontari idonei ed è stata somministrata Csotto forma di compresse: 102 pazienti hanno assunto una compressa al dì da 72 mg di estratto di Cstandardizzato e gli altri 105 pazienti hanno assunto due compresse al dì, entrambi per 8 settimane.

Il numero degli eventi connessi alla sindrome dell’intestino irritabile verificatesi in un dato periodo (prevalenza) erano nettamente diminuiti in entrambi i gruppi; e più precisamente del 53% nel gruppo che aveva assunto una compressa al giorno e del 60% nel gruppo che aveva assunto due compresse al giorno.

Da questo studio si evince che la curcumina può contribuire a ridurre nettamente la sintomatologia dolorosa e il malessere tipici di tale disturbo funzionale.

Ulcera peptica

Ulcera peptica

Ulcera peptica

L’ulcera peptica è una lesione della mucosa gastrica o duodenale caratterizzata da una perdita di sostanza in profondità, causata dall’azione della pepsina e acido cloridrico. Si stima che nel 10% della popolazione generale verrà posta diagnosi di ulcera nel corso della vita.

Uno studio tailandese, pubblicato su “Southeast Asian Journal of Tropical Medicine” 2001, ha valutato la sicurezza e l’efficacia della curcumina in pazienti con ulcera peptica. Quarantacinque pazienti sono stati inclusi nello studio; 25 pazienti all’indagine endoscopica presentavano ulcere sia gastriche che duodenali, gli altri 20 pazienti avevano erosioni, gastrite e dispepsia.

Sono stati somministrati 3 grammi al giorno di curcumina distribuiti in cinque somministrazioni nella giornata per un periodo di 4 settimane.

I risultati hanno dimostrato che le ulcere dopo le prime 4 settimane erano assenti in 12 casi pari al 48%. Diciotto casi avevano assenza di ulcere dopo 8 settimane di trattamento e 19 casi (pari al 76%) non avevano lesioni dopo 12 settimane di trattamento.

I rimanenti 20 casi affetti da erosioni, gastrite e dispepsia hanno ricevuto capsule di C. per 4 settimane: il dolore addominale e le difficoltà digestive si erano attenuate già dalla prima settimana di trattamento e dalla seconda potevano assumere cibi normali invece che pasti morbidi. A livello di analisi del sangue tutti i 54 pazienti avevano avuto miglioramenti significativi.

Uveite

Occhio: uvea

Occhio: uvea

Per semplicità consideriamo l’occhio formato da tre membrane sovrapposte: la tonaca fibrosa (esterna), la tonaca vascolare detta anche uvea (intermedia) che rappresenta il supporto nutritizio dell’occhio e la tonaca nervosa o retina che compone la parte più interna dell’occhio. L’uvea o tonaca vascolare a sua volta è formata da una parte posteriore, la coroide, una intermedia, il corpo ciliare, e una anteriore l’iride. Le uveiti sono processi infiammatori che colpiscono l’uvea cioè il distretto vascolare dell’occhio. Per molte di loro l’origine rimane sconosciuta mentre invece per altre si riconoscono come causa processi infettivi e malattie sistemiche molte delle quali autoimmunitarie. Spesso coinvolgono anche strutture oculari adiacenti come la sclera, la retina o la cornea.

Rappresentano il 10-12% della patologia oculare e sono più frequenti fra i 25 e i 50 anni. Sono una delle principali cause di disabilità visiva infatti il 10-15% dei pazienti colpiti diventa cieco. Sono un capitolo importante della specialità oculistica in quanto molto spesso vanno a complicare altre malattie sistemiche come il folto gruppo delle malattie reumatiche che hanno in comune patologie uveali associate a patologie delle giunzioni articolari: l’artrite psoriasica e la spondilite anchilosante ne sono un chiaro  esempio.

In questo difficile e delicato settore della clinica oculistica la C. può dire la sua con dei risultati di tutto rispetto.

In un piccolo ma indicativo studio  del 1999  pubblicato su “Phytoterapy Research”, viene valutata l’efficacia della somministrazione di curcumina alla dose di 375 mg per tre volte al giorno per 12 settimane in 32 pazienti affetti da uveite anteriore cronica.

I partecipanti vengono divisi in due gruppi. Un primo gruppo composto da 18 pazienti assume curcumina da sola, un secondo gruppo composto da 14 pazienti e fortemente positivi  alla reazione cutanea per la tubercolina, assumono curcumina insieme ad un trattamento antitubercolare. (Manifestazioni oculari sono presenti in circa il 2% dei pazienti con tubercolosi polmonare attiva).

Dopo due settimane di trattamento, entrambi i gruppi hanno mostrato un miglioramento. Il gruppo che ha ricevuto curcumina insieme alla terapia antitubercolare ha avuto un tasso di risposta di miglioramento dell’86%. Tutti i partecipanti  sono stati seguiti per tre anni successivi allo studio durante i quali si è riscontrato un tasso di recidiva della malattia del 55% nel primo gruppo e del 36% nel gruppo trattato anche con antitubercolari. Inoltre 4 dei 18 pazienti del primo gruppo e 3 dei 14 pazienti del secondo gruppo (curcumina + farmaco antitubercolare) hanno perso la vista per varie complicazioni nei tre anni di follow-up.

La conclusione è stata che l’efficacia della curcumina sulle recidive  era paragonabile alla terapia con corticosteroidi, senza gli effetti avversi di questi ultimi. Questo studio è datato nel 1999 anno in cui l’unica terapia disponibile erano i cortisonici.

Un’ importante studio italiano pubblicato su “Clinical Ophthalmology” 2010,  e firmato da P.Allegri, A.Mastromarino (ospedale Lavagna. Genova) e P.Neri (Ospedali riuniti. Ancona) ha saggiato l’efficacia della C. Meriva (complesso brevettato di curcumina-fosfatidilcolina 10 volte più biodisponibile della Cnon complessata) in pazienti che presentavano frequenti recidive di uveite anteriore.

Sono stati arruolati 122 pazienti (68 uomini e 54 donne, con età da 21 a 64 anni) con uveite anteriore recidivante, le terapie in corso con farmaci sistemici o colliri sono state mantenute. Le compresse di Norflo contenente 600 mg di Meriva sono state somministrate due volte al giorno per 12-18 mesi come trattamento aggiuntivo  solamente a pazienti che avevano avuto frequenti recidive negli ultimi due anni inoltre il trattamento è stato iniziato al momento di una ricaduta. Il gruppo di studio era composto da 106 pazienti effettivi divisi in tre gruppi a seconda della diversa origine dell’uveite.

L’obbiettivo primario dello studio era la valutazione della  frequenza delle recidive in tutti i pazienti trattati, prima e dopo trattamento con Norflo, e gli obbiettivi secondari erano la valutazione della gravità delle ricadute e della qualità complessiva della vita.

I risultati sono interessantissimi: 106 pazienti avevano recidive prima del trattamento con Norflo, e solo 19 pazienti avevano ricadute dopo tale trattamento. Per quanto riguarda il numero delle  recidive ce n’erano 275  un anno prima del trattamento con Norflo e solo 36 alla fine dei 12 mesi della sperimentazione, con un miglioramento in percentuale dell’88%. Più in particolare:  6 pazienti che avevano avuto 4 recidive durante l’anno precedente al trattamento, hanno avuto 0 (zero) recidive dopo la terapia aggiuntiva con Norflo. Il prodotto è stato ottimamente tollerato ed ha ridotto il fastidio agli occhi dopo poche settimane di terapia in oltre 80% dei pazienti!

Questo lavoro suggerisce anche la possibilità che la curcumina possa essere utile come antinfiammatorio naturale in patologie croniche e recidivanti della superficie oculare come la sindrome dell’occhio secco, congiuntivite allergica e blefarite, oltre che nelle patologie profonde quali quelle della retina.

Un altro studio sempre di scuola italiana pubblicato su “Panminerva medica” 2012, prende come oggetto di studio la microangiopatia e retinopatia diabetica in pazienti con diabete mellito diagnosticato da almeno 5 anni. La retinopatia diabetica  è la principale causa di cecità in questi pazienti che hanno un rischio di sviluppare tale invalidità 25 volte maggiore rispetto ai soggetti non diabetici. I capillari retinici subiscono delle profonde modificazioni: aumenta la loro permeabilità che causa lo stravaso di materiale plasmatico quali lipidi e proteine, inoltre nelle fasi più avanzate si osserva la formazione di nuovi vasi che si rompono facilmente causando emorragie e distacco della retina con conseguente riduzione del visus sino alla cecità.

Tutti i pazienti presentavano evidenti segni di edema retinico e microangiopatia periferica. Venivano somministrate a 38 soggetti 2 compresse al giorno di Meriva 500 mg per 4 settimane insieme alle terapie tradizionali,  inoltre veniva reclutato un gruppo di controllo di 39 pazienti in cui venivano somministrate solamente le terapie standard.

Dopo 4 settimane di trattamento una valutazione clinica ha indicato un miglioramento della microangiopatia periferica e diminuzione dell’edema periferico nei soggetti trattati con Meriva rispetto al gruppo di controllo. Indagini strumentali (scansione duplex) utilizzate per valutare il flusso della retina, hanno mostrato miglioramenti nei soggetti Meriva-trattati, la riduzione dell’edema retinico si è associata ad una migliore acuità visiva. Questi risultati, non evidenziabili nel gruppo di controllo,  indicano un valore terapeutico significativo della curcumina altamente biodisponibile nella gestione della microangiopatia e retinopatia diabetica.

Sindrome infiammatoria idiopatica orbitale o “Pseudotumor orbitale”

Orbita dell'occhio

Orbita dell’occhio

E’ una processo infiammatorio che si forma all’interno dell’orbita e dà luogo alla produzione di una neoformazione non tumorale a carico delle strutture anatomiche extra-oculari; può riguardare un muscolo, una ghiandola lacrimale  o direttamente il grasso orbitale. E’ una patologia  importante in ambito oculistico in quanto rappresenta la seconda causa più comune di esoftalmo (protrusione in avanti e all’esterno del globo oculare) dopo la più famosa malattia di Graves  che consiste nella protrusione all’esterno del bulbo oculare in corso di ipertiroidismo. I casi pediatrici rappresentano il 17% di tutti i casi descritti e anche in questa difficile patologia si evidenziano notevoli proprietà terapeutiche della C

Corticosteroidi orali, radioterapia e antimetaboliti come la ciclofosfamide sono utilizzati di routine nella terapia di tale patologia ma dal 25% al 50% dei pazienti non risponde.

In un piccolo studio pubblicato su “Phytoterapy Research” 2000, che coinvolgeva 8 pazienti con pseudotumor, venivano somministrati per via orale 375 mg di curcumina tre volte al giorno per un periodo da 6 a 22 mesi. I pazienti furono seguiti per due anni a intervalli di 3 mesi.

Su 5 pazienti che completarono lo studio 4 recuperarono la normalità completa ed in un paziente il gonfiore regredì completamente permanendo però alcune limitazioni funzionali inerenti il movimento degli occhi. Inoltre la malattia non ebbe recidive e in nessuno dei partecipanti e la curcumina non manifestò nessun effetto avverso di alcun tipo.

Reumatologia

Artrosi del ginocchio

Artrosi del ginocchio

Artrite e artrosi sono due termini che indicano due patologie ben distinte. Entrambe interessano le articolazioni ed entrambe sono caratterizzate da dolore accompagnato da rigidità con limitazione dei movimenti.

L’artrite è un’infiammazione delle articolazioni caratterizzata da gonfiore, arrossamento, rigidità e dolore che può portare a serie limitazioni nel movimento articolare.

L’artrosi anche se nella sua evoluzione presenta una componente infiammatoria non è una malattia infiammatoria  ma è una forma degenerativa cronica delle articolazioni che colpisce le cellule della cartilagine articolare (condrociti) con alterazioni regressive, è correlata all’usura delle articolazioni e interessa generalmente le persone avanti con l’età.

La curcumina in queste patologie infiammatorie ha dimostrato di possedere notevoli potenzialità terapeutiche.

Nel 1980 viene pubblicato sul “Indian Journal Medical Research” la prima sperimentazione clinica che mette a confronto l’attività antinfiammatoria e antireumatica della curcumina nei confronti del fenilbutazone (potente antinfiammatorio oggi non più utilizzato per l’alta tossicità a livello midollare) in 18 pazienti affetti da artrite reumatoide. I pazienti furono assegnati in modo casuale a ricevere o curcumina al dosaggio di 1200 mg al giorno, oppure fenilbutazone a 300 mg al giorno per due settimane. La conclusione dello studio fu che la curcumina esercitava un’attività antireumatica identica a quella del fenilbutazone. Questo risultato era dimostrato dal miglioramento del gonfiore delle articolazioni, della rigidità mattutina e dall’aumento del tempo di percorrenza. Un limite di questo studio era la mancanza di un gruppo di controllo o placebo.

Uno studio più recente e meglio strutturato di scuola indiana pubblicato su “Phytoterapy Research” 2012, mette a confronto l’attività antinfiammatoria della  curcumina con il diclofenac sodico, conosciuto da tutti come Voltaren.

Sono arruolati 45 pazienti con diagnosi di Artrite Reumatoide e vengono divisi in tre gruppi ; un primo gruppo assume 500 mg al giorno di curcumina, un secondo gruppo 50 mg al giorno di diclofenac  e un terzo gruppo un’associazione di entrambi. Gli obbiettivi primari erano una riduzione del punteggio di attività di malattia e quelli secondari valutavano la riduzione della rigidità e gonfiore articolare. Tutti e tre i gruppi hanno mostrato un miglioramento nei punteggi di attività di malattia, ma il gruppo trattato con curcumina rispetto al diclofenac, ha mostrato una percentuale più alta di miglioramento sia nei punteggi sia nella rigidità e gonfiore. Inoltre il livello di proteina C reattiva (una proteina che si ritrova nel sangue in corso di infiammazione acuta) era soppressa nei pazienti trattati con curcumina. Sono dati recenti e incoraggianti nell’uso della spezia nei processi artritici.

Un’ottimo lavoro di scuola italiana apparso su “Alternative Medicine Review” 2010, studia l’efficacia e la sicurezza di Meriva nel lungo periodo  in uno studio protratto per 8 mesi che ha coinvolto 100 pazienti con osteoartrite delle ginocchia. I partecipanti sono stati divisi in un gruppo di controllo (50 pazienti) che non assumeva Meriva ma poteva utilizzare antinfiammatori e analgesici  in base alle prescrizioni del loro medico o di specialisti, e un gruppo (50 pazienti) che assumeva Meriva al dosaggio di 1000 mg al giorno in due somministrazioni oltre alla possibilità di assumere antinfiammatori e analgesici al bisogno.

E’ stato valutato il punteggio WOMAC (è un questionario utilizzato per valutare la condizione dei sintomi – dolore e rigidità –  in pazienti affetti da osteoartrosi, artrite reumatoide e altre patologie reumatiche), inoltre i ricercatori hanno chiesto ai pazienti di effettuare alcuni test al tapis roulant in cui si saggiava la capacità  di camminare senza dolore a 3 km/ora con un’inclinazione del 10%, ed infine sono stati dosati nel sangue alcuni marcatori infiammatori come VES e varie interleuchine  infiammatorie.

Il punteggio complessivo WOMAC nel gruppo Meriva era sceso da 80 (inizio studio) a 33 (fine studio 8° mese) con un calo statistico molto significativo; questo comportava un dimezzamento  sia nel punteggio del dolore  da 16,6 (inizio studio) a 7,3 (ottavo mese) sia nel punteggio inerente la rigidità che scendeva da 7,4 a 3,2. Il tutto si traduceva alla fine dello studio in una diminuzione netta del dolore e della rigidità in coloro che avevano assunto Meriva oltre ai comuni farmaci.

Nel gruppo di controllo senza Meriva i risultati erano completamente diversi: punteggio complessivo passava da 77,7 (inizio) a 68,8 (8°mese), statisticamente poco significativo. Il punteggio  inerente il dolore  passava da 16 (inizio) a 15,2 (fine 8° mese), e quello della rigidità da 6,6 a 6,7 (fine studio). I valori rimanevano praticamente invariati non arrecando sollievo nei due parametri considerati  pur assumendo i comuni farmaci prescritti dal sanitario.

Alla fine dello studio i ricercatori osservavano un vistoso miglioramento pari a 3,87 volte nelle prove al tapis roulant del gruppo Meriva rispetto al controllo. I pazienti che percorrevano 77 metri senza dolore all’inizio dello studio, all’ottavo mese dopo il trattamento con Meriva percorrevano 344 metri senza dolore.

I marcatori per l’infiammazione  nel gruppo Meriva si erano visibilmente ridotti mentre invece non c’era alcun cambiamento apprezzabile nel gruppo di controllo.

Il lettore ricordi che entrambi i gruppi di pazienti potevano assumere antinfiammatori e analgesici secondo le prescrizioni dei loro sanitari. Ebbene nel gruppo che assumeva Meriva c’era stata una riduzione del 63% nell’uso degli antinfiammatori (ad esempio il Celecoxib) e antidolorifici  medico-prescritti (ad esempio acetaminofene). Nel gruppo di controllo c’era una modestissima  riduzione del 12%.

Questo portava ad una netta riduzione dei disturbi gastro-intestinali, edemi distali e controlli ospedalieri.

Diabete e Patologie correlate

Il termine “diabete mellito” si applica ad un gruppo di disordini metabolici caratterizzati da iperglicemia cronica dovuta a difetti o della secrezione insulinica o dell’azione insulinica. Le  anomalie metaboliche che riguardano il diabete sono sempre basate sulla insufficienza insulinica che può dipendere da una  mancata produzione da parte del pancreas (diabete tipo 1) oppure  da una ridotta produzione pancreatica associata ad un deficit della risposta periferica  degli organi bersaglio (diabete tipo 2). L’iperglicemia è poi causa di danni a lungo termine a carico di vari organi e apparati quali occhio, rene, nervi, cuore e vasi sanguigni.

Ci sono prove sempre più convincenti del fatto che il diabete tipo 2 è associato ad una attivazione generalizzata del sistema immunitario che provoca un’infiammazione cronica generalizzata di basso grado lesiva per l’apparato cardio e cerebrovascolare.

A causa delle sue proprietà antinfiammatorie naturali la curcumina rappresenta un’opzione terapeutica promettente per il diabete tipo 2. La prima segnalazione delle proprietà ipoglicemizzanti della spezia risalgono al 1972 e compaiono in un lavoro pubblicato sull’ “Indian Journal of Medical  Sciences” ma riguardava lo studio di un singolo caso che aveva visto ridursi nettamente la glicemia da valori di 140 a valori di 70 mg/ dl.

Nel 2008 esce sulla prestigiosa rivista “Drugs” un lavoro di scuola indiana che saggiava una preparazione standardizzata di curcuminoidi nei confronti dello stress ossidativo e marker infiammatori in pazienti con diabete tipo 2. Lo scopo dello studio era quello di confrontare gli effetti della curcumina, atorvastatina e placebo sulla funzione endoteliale (è il tessuto che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni) e sui biomarcatori prodotti dal suo stress. L’Atorvastatina è un potente farmaco molto utilizzato per abbassare il tasso di colesterolo e ha dimostrato di migliorare la funzione endoteliale.

Sono stati reclutati 72 pazienti con diabete tipo 2 e divisi in tre gruppi dei quali uno assumeva curcumina a 300 mg al giorno, un altro atorvastatina 10 mg al giorno e l’ultimo placebo.

I risultati dicono che la curcumina ha ottenuto significativi miglioramenti  nella funzione endoteliale, nella riduzione dello stress ossidativo e nella diminuzione delle sostanze infiammatorie prodotte dallo stress dell’ endotelio (citochine).

Risultati  del tutto analoghi sono stati ottenuti con l’atorvastatina gravata da immancabili effetti collaterali anche importanti.

Su “Diabet Care” 2012, il mensile della American Diabetes Association, viene pubblicato uno studio tailandese che valuta l’efficacia della curcumina nel ritardare lo sviluppo del diabete tipo 2 in una popolazione prediabetica.

Lo studio ha incluso 240 pazienti con stato prediabetico, sono stati divisi in maniera casuale in due gruppi dei quali uno ha assunto 1,5 grammi al giorno di curcumina  e l’altro placebo per la durata di 9 mesi.

Dopo i 9 mesi di trattamento nel gruppo che aveva assunto placebo sono stati diagnosticati 19 casi di diabete mellito pari al 16,4% , nel gruppo che aveva assunto curcumina non si è manifestato neppure un caso, inoltre il gruppo curcumina-trattato ha manifestato un miglioramento della funzione delle cellule beta pancreatiche (cellule che producono l’insulina).

Sindrome Coronarica Acuta

Arterie coronarie

Arterie coronarie

La Sindrome Coronarica Acuta indica un insieme di quadri clinici determinati da ischemia (mancata irrorazione) miocardica acuta come l’angina pectoris instabile e l’infarto del miocardio. Iperglicemia e dislipidemia sono tratti caratteristici dei pazienti con sindrome coronarica acuta.

Uno studio pubblicato su “Acta Medica Indonesiana” 2008, valuta gli effetti della curcumina su colesterolo totale, colesterolo LDL (cattivo), colesterolo HDL (buono) e trigliceridi in pazienti con sindrome coronarica acuta.

Un totale di 70 pazienti sono stati suddivisi in 4 gruppi: placebo, assunzione di un basso dosaggio di curcumina (45 mg/dì), di un dosaggio medio (90 mg/dì) e di un dosaggio alto (180 mg/dì). La curcumina è stata somministrata per via orale e per due mesi.

Il risultato dimostra che basse dosi di curcumina sono state molto efficaci, di fronte ad alte dosi, nel ridurre il colesterolo totale e quello LDL (cattivo) ; inoltre basse dosi di curcumina hanno aumentato il colesterolo buono HDL in misura maggiore di quanto non abbia fatto l’alta dose. Lo studio fa intravvedere un’azione benefica della curcumina nel migliorare i profili lipidici nei pazienti affetti da sindrome coronarica acuta.

Aterosclerosi

Aterosclerosi

Aterosclerosi

Risultati analoghi, che confermano le proprietà terapeutiche della C. sono stati ottenuti con un altro studio pubblicato sull’ “Indian Journal Physiology and Pharmacology” 1992, in cui veniva studiato l’effetto preventivo della curcumina sulla aterosclerosi. Questa è una malattia infiammatoria cronica delle arterie di grande e medio calibro caratterizzata dall’inspessimento della superficie vasale e dall’accumulo di lipidi nella parete che formano nel tempo la placca, tipica lesione che  ad uno stadio avanzato può occludere il vaso portando ad infarto del tessuto irrorato.

La curcumina somministrata a 500 mg al giorno per 7 giorni ha ridotto nel sangue i lipidi del 33% , il colesterolo totale del 11% e ha aumentato il colesterolo HDL (buono) del 29%, facendo ipotizzare una sua azione nella prevenzione contro l’aterosclerosi.

Nefropatia Diabetica

Nefropatia diabetica

Nefropatia diabetica

Un’altra patologia correlata con il diabete è la nefropatia diabetica causa principale d’insufficienza renale cronica che colpisce un terzo dei soggetti diabetici e si colloca al secondo posto come causa di insufficienza renale terminale. Ci sono alcuni marcatori come la presenza di proteine nelle urine e l’aumento di sostanze quali il “fattore di crescita trasformante”(TGF-b) , che contribuiscono allo sviluppo della malattia verso il suo stadio terminale.

Nello “Scandinavian Journal of Urology”2011, uno studio ha esaminato gli effetti della curcumina sulla proteinuria e i livelli ematici del TGF-b, in 40 pazienti con diabete tipo 2 e con relativa nefropatia. 20 sono stati trattati con 1,5 gr. al giorno di curcumina per due mesi e i rimanenti 20 con placebo.

I valori della proteinuria e concentrazione serica del TGF-b del gruppo curcumina erano significativamente diminuiti dopo la supplementazione con la spezia rispetto al gruppo con placebo, dimostrando che l’integrazione con la C. nella nefropatia può essere una buona terapia adiuvante, anche se occorrono altri studi a lungo termine per valutare se l’effetto della C. sulla funzione renale sia transitoria o di lunga durata.

Microangiopatia diabetica

Piede diabetico

Piede diabetico

E’ una complicanza cronica del diabete e consiste nello  sviluppare aterosclerosi più precocemente e più intensamente rispetto a quanto osservato nella media della popolazione. Colpisce i capillari con ispessimento della membrana e alterata funzione; temibile per le complicazioni a livello renale, della retina e dei nervi periferici (neuropatia diabetica). Il trattamento di tale complicanza si basa sul controllo della glicemia, lipemia e pressione sanguigna con glitazoni (aumentano la sensibilità dei tessuti all’insulina), antipertensivi e statine ( abbassano il tasso del colesterolo).

In un lavoro di scuola italiana apparso su “Panminerva Medica” 2011, è stato valutato il miglioramento della microangiopatia diabetica nei pazienti che soffrono di questa condizione da almeno 5 anni e la cui malattia era stata gestita senza insulina. Come elemento di studio è stato preso il “piede diabetico”che rappresenta la principale causa di amputazione non traumatica degli arti inferiori.

Per questo studio è stata utilizzata Meriva al dosaggio di 1000 mg al giorno per 4 settimane su 25 pazienti diabetici. Nel gruppo trattato con Meriva valutazioni cliniche del microcircolo dopo le 4 settimane di trattamento hanno indicato una diminuzione del flusso sanguigno sulla superficie cutanea del piede; questo dato è un indicatore di un miglioramento della microangiopatia perché generalmente il flusso aumenta nei pazienti con malattia attiva. Inoltre c’era stata una diminuzione dell’edema che aveva permesso una migliore diffusione dell’ossigeno sulla pelle con un miglioramento del trofismo cutaneo.

Questi risultati presenti in tutti i pazienti trattati con Meriva  erano completamente assenti nel gruppo trattato con placebo , il che ha dimostrato l’utilità della curcumina nella gestione del piede diabetico.

Lupus eritematoso sistemico (LES)

E’ una grave malattia reumatica infiammatoria cronica da causa sconosciuta ma sostenuta da una reazione autoimmunitaria contro svariati organi e apparati fra i quali spiccano per frequenza e gravità la cute, le articolazioni, il sistema nervoso, il sistema muscolo scheletrico, il cuore e il rene.

L’interessamento del rene da origine alla nefrite lupica che è una grave infiammazione renale presente in maniera clinicamente evidente in circa la metà dei pazienti affetti da LES. E’ una delle manifestazioni più gravi e una delle principali cause di morte nei primi dieci anni di malattia. Perdita di proteine e sangue con le urine e aumento della pressione arteriosa sono sintomi costanti che qualora non trattati evolvono invariabilmente verso l’insufficienza renale irreversibile.

Uno studio apparso sul “Journal of Renal Nutrition” 2012,  prende come oggetto di studio la nefrite lupica recidivante e studia gli effetti della supplementazione con curcumina in 24 pazienti affetti da tale patologia.

Vengono formati due gruppi di 12 pazienti ciascuno di cui uno di controllo assumeva placebo e l’altro veniva trattato con 1,5 grammi al giorno (500 mg/3 volte dì) di curcumina per tre mesi. Al termine dello studio nel gruppo curcumina- trattato si evidenziava una significativa diminuzione della proteinuria  ed ematuria (perdita delle proteine e del sangue con le urine) inoltre si rilevava una evidente diminuzione della pressione arteriosa. Nessuno di simili risultati erano stati evidenziati nel gruppo trattato con placebo per cui si è concluso che l’utilizzo della curcumina come adiuvante in tale grave patologia ottiene risultati concreti e clinicamente evidenziabili.

Conclusione

Una ricerca sul sito “Clinical Trials” fatta nei primi mesi del 2012, riportava 35  studi clinici in corso sulla curcumina; la stessa ricerca fatta nel gennaio 2015 riporta 108 studi in esecuzione o appena terminati. L’interesse per questo “Nuovo Farmaco” non accenna a diminuire, anzi aumenta con il tempo e stimola sempre nuove  ricerche.

Le malattie umane più studiate per le quali la curcumina è in corso di valutazione sono il cancro, condizioni infiammatorie generalizzate, processi artritici, malattie neurologiche e il diabete.

Ci sono anche situazioni cliniche nelle quali la spezia non ha dimostrato la sua proverbiale  efficacia.

Ad esempio in uno studio sulla Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (AIDS), non è stata osservata nessuna riduzione della carica virale associata alla somministrazione di curcumina e non c’è stato nessun risultato statisticamente significativo.

Altrettanto dicasi per la malattia di Alzheimer, una grave forma di demenza neurodegenerativa caratterizzata dalla deposizione di placche di amiloide sulla superficie del cervello. In uno studio apparso sul “Journal Clinical Psycopharmacology” 2008, eseguito su 34 pazienti affetti da malattia di Alzheimer, il Mini Mental Test che valuta lo stato mentale, non subiva nessun miglioramento dopo il trattamento con curcumina.

La Psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle caratterizzata dalla formazione di spesse lesioni squamose. In uno studio pubblicato sul “Journal American Academy Dermatology” 2008, gli autori concludevano che l’efficacia della curcumina risultava troppo bassa e non giustificava la continuazione dello studio.

Fra le altre patologie dove la spezia non ha “brillato” possiamo annoverare la Vitiligine, una malattia autoimmunitaria della pelle in cui si formano delle macchie bianche di depigmentazione dovute alla distruzione dei melanociti ( le cellule che danno il colore alla pelle). In uno studio in cui si valutava il potenziale antiossidante della spezia sotto forma di crema nella ripigmentazione di alcune macchie in associazione a irradiazione con raggi ultravioletti a banda stretta, si evidenziava che l’associazione di curcumina e raggi ultravioletti nella ripigmentazione era leggermente migliore rispetto alla sola irradiazione.

Risultati deludenti anche per uno studio italiano apparso su “Helicobacter” 2007, che valutava l’efficacia della curcumina nella eradicazione dell’Helicobacter Pylori. E’ un batterio  ospite dello stomaco responsabile dell’ulcera peptica e di altre malattie quali il linfoma dello stomaco, il carcinoma gastrico, anemia da carenza di ferro e condizioni reumatologiche. Su 25 pazienti trattati con un’associazione di curcumina (30 mg), lattoferrina bovina (100 mg), acetilcisteina (600 mg) e pantoprazolo ( 20 mg) solamente 3 pazienti su 25 (12%) erano curati dall’infezione dell’Helicobacter Pylori. Gli autori concludono in maniera lapidaria che tale associazione non è efficace nella eradicazione del batterio.

Al di là di questi risultati insoddisfacenti la spezia conserva un potenziale terapeutico enorme come antinfiammatorio naturale e la rassegna degli studi precedenti ne è una prova lampante.

Un punto cruciale nel suo utilizzo è dovuto allo scarsissimo assorbimento intestinale. Ci sono tentativi in atto per migliorare la sua biodisponibilità associandola con liposomi (vescicole con diametro inferiore al millesimo di millimetro) e nano particelle (particelle con diametro inferiore al milionesimo di millimetro).

Un tentativo riuscitissimo per rendere la spezia estremamente più efficace e andare a bersaglio è stato pubblicato su “International Journal of Cancer” 2014, in cui la curcumina è stata complessata con un anticorpo monoclonale “istruito” nel riconoscere le cellule del Glioblastoma nei topi (tumore del cervello altamente maligno). Questo ha determinato un aumento della sua efficacia nell’ eliminare le cellule tumorali di ben 120 volte! I topi hanno avuto una riduzione della massa tumorale di 5 volte, sono sopravvissuti più a lungo e il 10% di loro è vissuto oltre 100 giorni (senza intervento vivono in media 28 giorni!). Un risultato simile è stato ottenuto anche su cellule di glioblastoma umano.

Le strade della scienza si aprono ogni giorno a nuove scoperte e la C.  in mani esperte e curiose continua a dare risultati di alto rilievo dopo 4000 anni.

Dott. Claudio Sandri

Bibliografia

La bibliografia è riportata alla seguente pagina.


Nel precedente articolo si parla della curcuma come antitumorale naturale.



Comments ( 72 )

    • Gentile Signora la curcuma non è assolutamente velenosa! in nessun dosaggio. ci sono innumerevoli studi in cui è stata somministrata a 8 grammi al giorno (8000 mg) e l'unico disturbo era l'imbarazzo di stomaco dovuto ai grandi quantitativi. La curcuma è meglio cuocerla condendoci dei cibi, dalla carne alle verdure. per un'attività terapeutica invece bisogna ricorrere al Norflo che è una curcumina complessata e molto biodisponibile.
      La consumi con la massima tranquillità e non pensi ai problemi tossicologici perchè non ce ne sono.
      grazie per il commento, rimango a sua disposizione.
      claudio sandri

  • sono molto interessata all'uso della curccuma per l'artite reumatoide ! ne sono affetta da 17 anni e vorrei provare qualcosa di piu naturale rispetto ai farmaci. Non trovo pero i dosaggi e come usare la curcuma nel caso di A.R. Mi potete dare delle info ? Grazie

    • gentile Signora la curcuma più biodisponibile che attualmente si trova in commercio è la NORFLO
      compresse da 500 mg. da assumere una cpr dopo colazione e una dopo cena, è il dosaggio classico.
      sicuramente qualche miglioramento ci sarà in quanto l'ho potuto vedere in due pazienti nel mio ambulatorio.
      per qualunque domanda mi chiami pure quando vuole.

  • Buonasera,
    avrei bisogno di sapere se la curcuma (e in quale dosaggio) può essere una valida alternativa alla cardioaspirina nel caso quest'ultima generi intolleranza!
    Grazie

    • Buonasera, la curcuma non può sostituire la cardioaspirina che viene utilizzata come antiaggregante e fluidificante del sangue. la curcuma non svolge azione antiaggregante.un prodotto naturale che ha una qualche azione antiaggregante e vasodilatatrice è il Ginkgo biloba al dosaggio di 60-120 mg x due volte al dì standartizzati al 24% di flavonoidi e al 6% di terpenoidi. Comunque il mio consiglio medico è di non tentare avventure di sostituzioni della cardioaspirina con il “naturale”per la non corrispondenza d’efficacia e l’aumento di eventi trombotici. vada dal medico e faccia valutare un’alternativa alla cardioaspirina.
      grazie per il commento

  • vorrei sapere se consumare ogni giorno la curcuma in polvere sui cibi può avere un effetto sulla sindrome dell’intestino irritabile oppure solo le compressa hanno un effetto.

    • gentile Signora per avere un qualche effetto sull’intestino, della curcuma utilizzata in polvere ne deve prendere un 3- 4 grammi al giorno,
      che per le nostre abitudini alimentari non è poco. quindi direi che una supplementazione al normale uso quotidiano è importante che ci sia
      anche per aver un effetto “farmacologico” su questa fastidiosa sindrome

  • sono allergica agli antinfiammatori “fans” , all’acido acetisalicilico, posso prendere la curcuma come antiinfiammatorio naturale ??, mio marito prende il medicinale clox (ticlopidina) 250mg 1 compressa al giorno, per lui ci sono delle controindicazioni all’assunzione della curcuma ??
    grazie della risposta che vorrà darmi
    cordiali saluti

    • Se lei è allergica ai FANS la curcuma diventa un’eccellente alternativa, quindi direi di assumerla senza indugio.
      Per quanto riguarda suo marito non esiste nessuna controindicazione all’uso combinato della curcuma con la ticlopidina,
      li può assumere entrambi con la massima tranquillità.

  • Assumendo il dosaggio classico di curcuma vale a dire cpr da 500mg mattino e sera, è necessario sospendere anche gli ippglicemizzanti (metformina) ?
    Grazir

    • Molti pazienti che hanno assunto la curcuma insieme agli ipoglicemizzanti hanno visto la glicemia scendere e in molti casi normalizzarsi.
      nel suo caso direi di iniziare a prendere la curcuma in associazione alla metformina e monitorare la glicemia a digiuno: se la glicemia tende ad abbassarsi(come è probabile) direi di ridurre il dosaggio della metformina e monitorare il tutto.
      la sostituzione immediata della metformina con la spezia non è una buona idea, bisogna prima studiare la risposta del singolo paziente.
      mi tenga informato
      grazie

  • Cosa pensa del golden milk? (Latte curcuma olio di mandorle)
    La curcuma cotte nell’acqua si può conservare veramente in frigo per 40 giorni?

  • Anche io faccio la stessa domanda di Anna Maria, visto che io uso il latte lorato (,golden milk) a primavera scorsa l’ho usato x circa tre mesi e l’ho preparato in due volte separatamente e tenuto in frigo, però si è mantenuto bene. Adesso sto ripetendo il ciclo va bene usarlo tre mesi all’anno o bisognerebbe usarlo in modo diverso?

    • Il Golden Milk sicuramente è una buona maniera per assumere la curcuma e ben venga! il problema è sapere il motivo dell’assunzione. Se viene preso per un fine salutistico senza particolari patologie, va bene. del resto il latte vegetale e l’olio di mandorla hanno il preciso scopo di aumentare l’assorbimento della spezia altrimenti scarso. ma se ci troviamo davanti a patologie ben precise, tipo reumatismi infiammatori, patologie oculari ecc..allora il discorso cambia in quanto occorre utilizzare la spezia a dosaggi farmacologici intorno a svariati grammi al giorno, dai 4 grammi in su, e questo dosaggio non sempre è tollerato dallo stomaco dei pazienti. E’ per questo che avendo a che fare quasi sempre con patologie impegnative preferisco consigliare la curcuma preconfezionata da ditte serie per permettere l’assunzione di alti dosaggi senza rilevanti effetti collaterali.
      Comunque il golden milk è un’ottima maniera di assumere la spezia.

        • Acquistare della curcuma è facilissimo in quanto è in vendita nei supermercati e in altri negozi, inoltre visto che le vendite aumentano si trova in molti siti on line. Per quanto riguarda la curcuma per uso “farmacologico” al di là di quella confezionata, si trova in molte farmacie come preparazione galenica ottima ed economica. vada dal suo farmacista di fiducia e ordini la MERIVA in polvere e si faccia fare delle capsule da 500 mg.è relativamente economica e molto efficace.

  • non soffro di patologie ho solo il colesterolo un pò alto 230, ho l’abitudine di bere tutte le mattine un cucchiaio di curcuma sciolta in acqua calda con pochissimo miele e un cucchiaio di bacche di gogj, se non mi fanno bene non mi faranno neanche male, lei cosa ne pensa??? mentre mia sorella soffre di artrite reumatoide in cura con il biologico chinzia, secondo lei può assumere il Meriva grazie

    • la curcuma è difficilmente assorbibile a livello intestinale, è uno dei problemi maggiori che ha la grande produzione farmaceutica. inoltre solamente un cucchiaino al mattino è un dosaggio eccessivamente basso. la curcuma sciolta in acqua non funziona, non viene assorbita! molto meglio prendere il golden milk, ovvero un bicchiere di latte vegetale + un cucchiaio da minestra colmo di curcuma + un cucchiaino di olio di mandorla e un cucchiaino di miele per dolcificare. con la frazione grassa dei componenti la curcuma viene in parte assorbita e può risultare utile.la sorella con artrite reumatoide DEVE! assumere Meriva assolutamente. 500 mg dopo colazione e 500 mg dopo cena.

  • soffro di colesterolo , i valori non scendono sotto 230. assumo curcuma ogni giorno un cucchiaino con yogurt , insalata, pollo . Può dare risultati o devo passare a Meriva?
    grazie

    • se vogliamo affrontare il problema seriamente occorre passare senza indugio a Meriva. abbiamo bisogno di concentrazioni farmacologiche per avere degli effetti clinicamente evidenziabili. un cucchiaino al giorno non raggiunge livelli significativi nel sangue e perdiamo l’efficacia terapeutica della spezia. 500 mg dopo colazione e dopo cena è il dosaggio con cui partire.

  • io devo prendere la cardioaspirina ogni giorno, e mi hanno detto che la curcuma ha per questo delle controindicazioni. ho comperato la curcuma titolata in curcumina , ma adesso non so cosa fare. ciao grazie se mirispondi . e comunque grazie anche se non rispondi.

    .

    • non è vero che la curcuma ha delle controindicazioni con la cardioaspirina!! è il ginkgo biloba che ha un’azione antiaggregante sulle piastrine e va usato con cautela insieme agli antiaggreganti.Quindi puoi prendere la curcumina con la massima tranquillità infatti svolge una potente azione antinfiammatoria e si coniuga benissimo con l’azione della cardio.

  • Sono affetta da artrite reumatoide e attualmente mi sto curando con Reumaflex : 1 fiala da 10 mg la settimana. Vorrei utilizzare una terapia naturale (NORFLO) in alternativa e/o in associazione . Vorrei sapere se ci sono iterazioni con la cura (classica) che sto già seguendo e quale posologia adottare. Grazie a tutti 🙂

    • il metotrexato (reumaflex) è un farmaco importante per la sua malattia ed io non lo sospenderei assolutamente. può prendere la curcumina come norflo a due cpr al giorno : una dopo colazione e una dopo cena con ottimi risultati. in questa maniera non va ad interferire con niente in quanto la curcuma è assolutamente compatibile con il reumaflex anzi ne potenzia l’azione a livello immunitario con il suo potere antinfiammatorio. quindi associ il norflo al reumaflex con assoluta teanquillità.

  • Ho intrappreso l’assunzione di Norflo, come da voi indicatomi: Vorrei sapere se posso , in aggiunta, consumare la curcuma nei cibi, e in che misura. Grazie mille.

    • può assumere tranquillamente la curcuma come spezia in cucina fino a 5-6 grammi al giorno,. dopo tale concentrazione può avere, a volte, dei disturbi gastrici. la curcuma non ha effetti tossici! nemmeno ad alti dosaggi di 12 grammi al giorno ma è bene rimanere all’interno di intervalli razionali.
      può tranquillamente assumere il Norflo e prendere qualche grammo di curcuma come spezia.

  • buona sera a tutti volevo chiedere un informazione..io prendo la ticlopidina e vorrei iniziare a prendere compresse di curcuma dell’angelica,si puo c’è qualche controindicazione?e con una gravidanza come comportarmi con entrambe i farmaci grazie in anticipo

  • buongiorno,soffro di colite ulcerosa,curata con gel rettale (proctasol)da 250mg al di’;posso aiutare la terapia con la curcuma?in che dosaggio?grazie per la risposta.

    • Può e deve provare con la curcuma in quanto risulta efficace in questa patologia. ora in molte farmacie è in vendita la
      curcuma MERIVA brevetto in preparazione galenica con la quale risparmia anche economicamente.
      dosaggio: 500 mg dopo colazione
      500 mg dopo cena per tre mesi almeno

  • buonasera, soffro di colite ulcerosa ed assumo 3 cp 8oo mg di mesalazina al giorno ed al bisogno utilizzo clisteri sempre di mesalazina 4 gr la notte.posso utilizzare la curcuma ed in che modo..e potrei eliminare la mesalazina..???..grazie

    • Buonasera Roberto, togliere la mesalazina non è facile e può essere pericoloso. per il momento direi di prendere la curcuma Meriva, in commercio la trova con il nome commerciale di NORFLO cpr oppure in alcune farmacie è in vendita come prodotto galenico purchè sia Meriva in quanto è l’unica che si assorbe per un 10% !!
      il dosaggio direi di iniziare con una cpr tre volte al dì : 1 dopo colazione 1 dopo pranzo 1 dopo cena.
      dopo il primo mese possiamo passare a due assunzioni al giorno (dopo colazione e dopo cena). la terapia ha la sua efficacia ma si faccia seguire da un medico in quanto queste patologie autoimmunitarie necessitano di essere seguite.

    • certamente che può prendere la curcuma , ma molto sinceramente non credo che abbia una utilità nella riduzione del fibroma
      che rimane un problema di competenza medica e alla fine chirurgica.
      grazie e buona serata

  • buona sera e da circa un anno che sono stato colpito da uveite con comparsa di nebbia e piccoli oggetti nel occhio, ho fatto cortisone e doxicillina con pochi risultati, tanto che la nebbia non se ne va, vorrei sapere se assumendo la curcuma potrei contrastarla e nel caso quante capsule o grammi di curcuma al giorno dovrei prendere.

    • Buonasera Sig. Roberto
      l’utilizzo della curcuma in questo caso è assolutamente da consigliare in quanto da spesso dei risultati positivi.
      La curcuma da utilizzare, quella con una azione terapeutica provata (la curcuma normale viene assorbita in quantità minime)
      è la Meriva in commercio con il nome di Norflo cps 500 mg. esiste nelle farmacie fornite anche la Meriva in polvere per preparazione galenica
      che costa di meno rispetto al Norflo, ma non tutte le farmacie sono attrezzate per queste preparazioni.
      dosaggio: i cps 500 mg dopo colazione e una dopo cena per lunghi periodi. 4 mesi – 1 mese di pausa – 4 mesi ecc. per uno o due anni.
      cordialmente
      claudio sandri

  • Buon giorno,sofro di artrite psoriatica prendo arava 1 al giorno ma qmq sono tutta dolorante vorrei sapere come posso prendere la curcuma,e meglio prenderla naturale o come meriva quale e la soluzione piu eficace grazie

    • Buongiorno Signora, non prenda la curcuma naturale in quanto viene assorbita in quantità minime non terapeuticamente utili.
      la Meriva è un ottimo prodotto ancora oggi in quanto usciranno in futuro curcume ancora più assorbibili ed efficaci.
      quindi prenda cps di Meriva da 500 mg una dopo colazione e una dopo cena.
      per il primo mese io personalmente prenderei tre cps al giorno come terapia d’urto: 1 dopo colazione- 1 dopo pranzo – 1 dopo cena.
      poi passerei alla terapia di due al giorno.
      grazie per l’attenzione e buona giornata
      claudio sandri

  • alla sua gentile attenzione :soffro da tempo di sciatalgia dovuta ad ernia discale,vorrei assumere curcuma,ma non so in che dosaggio e se in compresse o in polvere la ringrazio per la sua eventuale risposta

    • prenda il Norflo cps. una cps dopo colazione e una cps dopo cena. è l’unica curcuma che viene assorbita in quantità suffiicenti
      per svolgere un effetto terapeutico. la può prendere per lunghi periodi (6 mesi) senza problemi e la trova in tutte le farmacie.

    • certamente sì, può tranquillamente assumere la curcuma con la statina. la spezia va ad incrementare l’effetto della statina con una azione a livello epatico, fra i due c’è sinergismo non antagonismo.
      claudio sandri

  • Buongiorno, sono una paziente oncologica (tumore seno+met vertebrale). Attualmente in terapia con Zometa e Letrozolo. Ultimamente soffro di dolori articolari e gastrite(sto utilizzando lo zenzero…): la curcuma può essere di aiuto? Se sì con che dosaggio e modalità (pastiglie Norflo?) ?
    Inoltre mio marito ha il colesterolo alto >230, può essere utile anche per lui l’assunzione della curcuma ? Con quale dosaggio?
    Grazie in anticipo per una sua cortese risposta

    • la curcuma la può e deve prendere tranquillamente e il Norflo va benissimo: 1 cpr dopo colazione e 1 cpr dopo cena. però vista la sua situazione clinica aggiungerei senza esitazione altre due spezie in forma galenica importantissime che danno degli ottimi risultati:
      sulfurafano (broccoli) cps 600 mg 1 dopo colazione 1 dopo pranzo 1 dopo cena
      epigallocatechinagallatl (te verde) cps 400 mg 1 dopo colazione 1 dopo pranzo 1 dopo cena
      nel mio ambulatorio ho, purtroppo, numerosi pazienti oncologici e con questo schema di terapia i risultati sono molto costanti e incoraggianti. lo faccia e trovi una farmacia che produce i prodotti galenici.
      claudio sandri
      cell: 336302628

      • Grazie per la sua cortese risposta. Le chiedo ancora alcuni chiarimenti (intanto sto cercando una farmacia vicino a casa che mi produca le due spezie che mi ha suggerito….): c’è un limite di tempo di assunzione? Si deve interrompere per qualche periodo o si può proseguire “per sempre” ? E le 3 spezie posso assumerle di seguito o devo lasciare passare del tempo fra una e l’altra?
        Dove posso trovare info su sulfurafano e epigallocatechinagallati?
        Grazie ! p.s. posso far assumere la curcuma anche a mio marito che ha il colesterolo alto >230 ?
        Grazie e scusi il disturbo.

        • una volta iniziata la terapia non la interrompa per almeno il primo anno poi si vedrà.
          le spezie si possono assumere insieme ma prenda curcuma e te verde insieme e dopo 10 minuti il sulfurafano.
          sul mio blog ho pubblicato proprio oggi un lungo articolo sul tumore alla prostata e terapie naturali.
          l’ultimo capitolo parla del sulfurafano e poco prima c’è un capitolo che parla del te verde entrambi visti come antitumorali.
          inoltre nel mio blog c’è un lungo lavoro clinico-sperimentale sul tè verde come antitumorale.
          a suo marito per il colesterolo non faccia assumere la curcuma che non è molto efficace ma estratti di riso rosso.
          inoltre gli faccia provare il Berberol una cpr dopo pranzo e una dopo cena, in genere è efficece

  • Grazie, andrò senz’altro a leggere il suo articolo !!!!
    Invece mi permetto un’altra domanda sulla terapia per il colesterolo: ho letto un articolo che dice che la Berberina favorirebbe la trombosi, Lei cosa mi può dire?
    MI scusi ancora, ma dove trovo l’estratto di riso rosso? Devo sempre farlo fare in farmacia? Ho letto un altro articolo che dice che deve sempre essere associato al coenzima Q10 (non so cosa sia…). Come vede sono un po’ confusa! Grazie per la pazienza.

    • il berberol non è associato a trombosi ma per il colesterolo acquisti il COLTRIX dei laboratori Legren che è composto da riso rosso e funziona bene. ne prenda una cpr dopo pranzo e cena, vedrà che si trova bene

  • buon giorno vorrei sapere se posso assumere la curcuma giornalmente visto che soffro di gotta e calcoli alla colecisti oltre a quelli renali e se no cosa posso assumere di simile grazie per l’attenzione .

    • può assumere tranquillamente la curcuma giornalmente con le sue problematiche cliniche, non ci sono interferenze.
      faccia un’alimentazione molto corretta vista la tendenza a formare calcoli, si faccia seguire da un nutrizionista serio inoltre prenderei
      in aggiunta alla curcuma il tè verde sooto forma di epigallocatechina gallato cpr 200 mg due volte al di

  • Buongiorno, mi hanno detto che potrei essere affetto da HNPP di origine genetica (sembrerebbe) (sto aspettando referto analisi sangue). Ho 49 anni e da circa 1 soffro di lievi parestesie ai piedi e alle mani. Non mi hanno prescritto alcun tipo di terapia a parte non sedermi nei modi sbagliati, non accavallare gambe ecc. ma a me sembra che i sintomi siano più avvertibili dall’insorgenza della problematica
    Potrebbe essere di beneficio l’assunzione di meriva e tè verde ?
    Grazie
    Luca

    • La patologia è di natura ereditaria e non ci sono molte alternative terapeutiche visto il deficit ereditario della mielinizzazione, però sia la meriva sia il tè verde io li proverei per almeno tre mesi e poi tirerei le conclusioni.
      NORFLO cpr 1 dopo colazione , 1 dopo cena
      EGCG (epigallocatechina gallato) cps da 300 mg ( prodotto galenico) 1 dopo colazione e 1 dopo cena.
      La provi e poi mi faccia sapere.
      cordialmente
      claudio sandri

      • Buongiorno Dr. Sandri,

        come da lei consigliato ho cominciato ad assumere Norflo e saltuariamente EGCG da giugno (quindi sono circa 5 mesi) e devo dirle che ho avuto solo effetti positivi. Per quanto tempo si può assumere ? ci sono delle controindicazioni.? Ho provato in due/tre casi a smettere ma i sintomi che le accennavo (intorpidimento alle gambe , stanchezza e debolezza) si ripresentano quasi subito.
        PS. dall’analisi molecolare del sangue non risulto affetto da HNPP., purtroppo i sintomi però permangono.

        • Direi che è saggio continuare in quanto effetti collaterali non ce ne sono, o almeno non per questi intervalli di tempo, quindi continui senza problemi per altri 4 mesi e poi ci aggiorniamo.

  • Gentile Dr. sandri,
    la ringrazio vivamente per la celere risposta.
    Proverò sicuramente come da sue indicazioni.
    Per completezza volevo dirle che dagli accertamenti effettuati (rachicentesi) si è esclusa forma neuropatia tipo CIDP. Sospettano HNPP ed è in corso analisi sanguigna molecolare. (da oltre tre mesi…) Hanno escluso demielinizzante. Potrebbe esserlo a livello periferico? Purtroppo le chiedo queste info in quanto le risposte che ho avuto mi sembrano siano state alquanto vaghe … sembra che ci sia ancora parecchio da capire.
    Grazie ancora

    cordialmente
    Luca

  • Buonasera dottore, mia moglie e’ stata operata di carcinoma duttile infiltrante è attualmente prende letrozolo.
    Prende 2 capsule di curcudyn oltre che argento colloidale e omega 3 e fungo reishi.
    Volevo sapere se per i dolori articolare del letrozolo cosa consiglia di naturale anche se c è qualche altro integratore anti cancro. Grazie

  • spett. dr. Sandri
    ho problemi di retinopatia diabetica , edema maculare con tre cisti . Posso assumere curcuma Meriva incapsulata dal mio farmacista o ne esistono altre piu efficaci ?
    grrazie

    • la Meriva fatta dal suo farmacista va benissimo, piuttosto non dimentiche di associare alla Meriva lo Zafferano che è importantissimo per la sua problematica.
      buona giornata
      claudio sandri

  • Buonasera drSandri ho problemi di lupus renale con creatinina 1.7 clerance 27 colesterolo 260 attualmente dagli ultimi esami cè della peotenuria1.14,sto prendendo prendisone 12,5 al di enapren e zirolik 100 ,prendo come integratore omega tre 3 grammi al di e riso rosso fermentato.volevo sapere se possso aggiugere la curcumina visto le incredibili qualità antinfiammatorie per il les,se si quale dosaggio?
    Grazie Saluti Cinzia

    • Buonasera. in effetti la curcuma ha un notevole effetto antinfiammatorio..prenda il Norflo cpr con la curcuma brevetto Meriva una delle migliori in quanto viene assorbita più delle altre.
      Una cpr dopo colazione e una cpr dopo cena per tre mesi.
      cordialmente
      claudio sandri

  • Carissimo Dott.Sandri,
    Le scrivo per mia moglia che è stata operata ann ifa di protesi all’anca,ma purtroppo non è mai stata bene.
    Soffre di dolori che sembrano dovuti ad una non perfetta riuscita della prrotesi.
    Tra l’altro sta emergendo anche il problema all’altra anca
    Ogni tanto prende la TACHIPIRINA che la fa stare meglio.Non vuole prendere i FANS perchè li ha gia presi anni fa prima dell’operazione.Stiamo cercando un aiuto che faccia effetto ma che non sia dannoso.Va bene prendere comeho letto NORFLO 2 volte per di?
    Per quanti gg???O ci sono prodotti più speficici?
    Grazie 1000

    • Buongiorno Sig. Armando, la scelta del Norflo a due compresse al giorno (dopo colazione e dopo cena) è ottima.
      Non ci sono effetti collaterali degni di nota e per un effetto serio va assunto per almeno tre mesi consecutivi.
      io personalmente ho pazienti che lo prendono da oltre un anno con ottimi risultati.
      Io farei cicli di tre mesi intervallati da una decina di giorni di pausa per molto tempo se vuole un anno.
      Altri prodotti per il momento li lascerei stare e proverei solamente con la curcuma.
      cordialmente
      claudio sandri

  • Buongiorno Dott. Sandri, mi e stata riscontrata la gammopatia monoclonale allo stadio iniziale, volevo chiedervi se la curcuma e indicata per questa malattia, che tipo di curcuma dovrei assumere, e le dosi giornaliere. GRAZIE

    • Buongiorno a Lei. Direi che allo stato attuale il Norflo rappresenta la curcuma più assorbibile rispetto ad
      altri prodotti.
      prenda una cpr dopo colazione e una dopo cena per sei mesi.
      cordialmente
      claudio sandri

    • Buongiorno, si in gravidanza il Norflo si può prendere però….
      eviti l’assunzione nei primi due mesi di gestazione e poi ne prenda una compressa al giorno
      se non ha patologie infiammatorie in atto.
      E’ pur sempre un fitocomplesso molto attivo sul quale studi sicuri degli effetti in gravidanza
      non ce ne sono, quindi l’invito alla prudenza è d’obbligo

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